Sediva News del 17 gennaio 2005

Il prelievo di denaro aziendale da parte del titolare di farmacia –
QUESITO

Quanto mi è consentito prelevare dal c/c della farmacia nel corso di un
anno senza che l’attività ne risenta dal punto di vista finanziario?

Quando si parla di azienda sana, generalmente si pensa ad una azienda che
produca un reddito soddisfacente e che quindi abbia un buon risultato
economico.

Senonchè, è molto importante valutare l’attività anche dal punto di vista
finanziario, e quindi è necessario prendere in considerazione altresì lo
“Stato Patrimoniale” dell’esercizio. E, affinché vi sia equilibrio
finanziario, dobbiamo poter rilevare una situazione di (sostanziale) parità
tra le attività e le passività dello S/P, e quindi, in particolare, tra i
crediti della ASL, l’ammontare del valore dei prodotti in magazzino e
l’eventuale liquidità bancaria, da una parte, e i debiti nei confronti dei
fornitori, del personale dipendente e (spesso) dell’istituto di credito
“anticipatore”, dall’altra.

Se questo equilibrio c’è, il titolare di farmacia potrà, è vero,
tranquillamente prelevare nel corso dell’anno un valore comunque non
superiore all’utile realizzato dall’azienda nell’esercizio precedente; ma,
attenzione, non va trascurato che nella voce “Prelevamenti del titolare” si
devono considerare anche le imposte derivanti dalla dichiarazione dei
redditi (propria ed eventualmente da quella dei familiari), nonchè le
cartelle dell’Enpaf, l’Ici, e cosi via.

Occorre quindi, in definitiva, tener conto – se del caso ricorrendo anche a
calcoli semplicemente previsionali – dell’ammontare complessivo di tali
prelevamenti per poi sottrarlo dal risultato economico o “utile
d’esercizio”. Il risultato della sottrazione, cioè il resto, costituisce il
valore globale da prelevare dalle disponibilità liquide della farmacia
senza pregiudicare, appunto, l’equilibrio finanziario dell’azienda.

Sul piano pratico, potrebbe essere consigliabile ripartire per “mensilità”
questo importo ed effettuare i prelievi, in unica soluzione, più o meno
sempre alla stessa data di ciascun mese; questo, naturalmente, per non
perdere di vista la piena consapevolezza dei prelevamenti effettuati e/o da
effettuare.

(a.piferi)

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