Sediva News del 23 dicembre 2004

Ancora sulla pianificazione fiscale concordata

Come anticipato in questa Rubrica (v. Sediva news del 5/10/2004), la
Finanziaria 2005 introduce l’istituto, nuovo di conio, della pianificazione
fiscale concordata, mediante la quale il Fisco proporrà ai contribuenti
soggetti agli studi di settore per il periodo d’imposta 2003 un reddito
minimo da dichiarare per il triennio 2005/2007.

Tuttavia, rispetto all’impostazione originaria, è previsto che il
contribuente possa prestare la propria adesione entro 60 giorni dalla data
di ricevimento della proposta (e non più entro trenta), e nello stesso
termine può essere definito – in contraddittorio con l’Ufficio – il reddito
da dichiarare laddove sussistano elementi di fatto, asseverati dai
professionisti del settore, che determinino e spieghino la non rispondenza
della proposta all’effettiva attività svolta.

E’ stata inoltre definita in modo diverso l’area applicativa
dell’inibizione agli accertamenti in caso di adesione alla proposta
dell’Ufficio: l’inibizione, infatti, non opera quando il reddito dichiarato
differisce da quello realmente conseguito (come nel caso, ad esempio, non
siano stati annotati in contabilità “tutti” i ricavi), oppure non siano
stati osservati gli obblighi iva (come le liquidazioni periodiche), o non
vengano dichiarati ricavi per un ammontare almeno corrispondente a quelli
calcolati in applicazione degli studi di settore.

Questa “stretta”, però, potrebbe rivelarsi un “boomerang” per il Fisco ,
che infatti si attende entrate certe e robuste da questo istituto, il
quale, così infiorettato di pali e paletti, rischia invero di perdere gran
parte del suo (virtuale) appeal.

(r.santori)

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