Sediva News del 14 dicembre 2004

La tassazione della cessione di quote sociali – QUESITO

Sono proprietario del 60% del capitale sociale di una snc titolare di
farmacia.
Sono in corso trattative per la cessione di parte delle quote sociali (per
un totale pari al 35% dell’intero capitale sociale) che dovrà tuttavia
essere operata in più “tranches” nel corso di un anno.
Vorrei conoscere il trattamento fiscale delle cessioni?

In primo luogo, come già sappiamo, il trattamento fiscale dipende dal
possesso – da parte del cedente – di una partecipazione qualificata o non
qualificata del capitale sociale.

Nel caso di una società di persone (qual’è la Sua snc), si intende come non
qualificata la partecipazione non superiore al 25% del capitale, la quale
sconta, in sede di cessione, l’imposta sostitutiva del 12,5% della relativa
(eventuale) plusvalenza (che è data dalla differenza, se c’è, tra il prezzo
di cessione e il costo di acquisto), mentre per la partecipazione
qualificata la plusvalenza concorre alla determinazione del reddito
complessivo nella misura del 40% del suo ammontare, ed il relativo importo
sarà pertanto sommato agli altri redditi posseduti nell’anno per scontare
l’aliquota IRE (come anche le addizionali regionali e comunali) in
corrispondenza dell’imponibile dichiarato.

Tuttavia, una recentissima circolare dell’Agenzia delle Entrate ha
precisato che nell’ipotesi in cui il proprietario di quote qualificate ne
ceda una percentuale non superiore al 25% si applicherà non di meno
l’imposta sostitutiva del 12,5%, sempreché, tuttavia, nel corso dei dodici
mesi successivi non intervengano altre cessioni per una percentuale
complessivamente superiore al detto limite del 25%.
In tal caso, infatti, per effetto del “cumulo” tra loro delle cessioni
infrannuali la partecipazione ceduta – secondo l’Agenzia delle Entrate –
diventa qualificata, soggetta pertanto alla detta regola della
determinazione dell’imponibile nella misura del 40% della plusvalenza
realizzata (ed in tale evenienza quest’ultima dovrà quindi essere
dichiarata nel mod. Unico, considerando l’imposta sostitutiva del 12,5%
eventualmente versata quale semplice acconto da detrarre dall’importo
complessivamente dovuto).

Per tornare al Suo caso, Lei dovrà dunque curare che il superamento della
soglia del 25% avvenga dopo il compimento di un anno.

(s.lucidi)

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