Sediva News del 10 dicembre 2004

L’emendamento governativo alla Finanziaria 2005 sugli studi di
settore

Gli incontri Governo/categorie professionali, aventi ad oggetto le nuove
norme sugli studi di settore contenute nel disegno di legge finanziaria
2005 (v. Sediva news del 5/10/2004) hanno “prodotto” uno specifico
emendamento (che il Governo stesso si è ovviamente impegnato a
presentare), che da un lato riporta la situazione normativa a quella
attuale e, dall’altro, introduce però importanti novità.

E’ previsto, infatti, che i contribuenti in contabilità ordinaria (come la
stragrande maggioranza delle farmacie italiane) subiranno l’applicazione
automatica degli studi settore soltanto se i ricavi dichiarati non
risultino congrui per due anni su tre (come accade oggi), salva la facoltà
per l’Agenzia delle Entrate di accertare un maggior reddito quando il
contribuente risulti bensì congruo, ma presenti significative situazioni di
“incoerenza” (ad esempio: anomali indici di rotazione delle scorte, di
produttività per addetto, di percentuali di ricarico, ecc…), che verranno
comunque individuate con apposito provvedimento del Direttore delle
Entrate (e questa è una novità).

E sempre a proposito di novità, è anche espressamente contemplato che gli
studi di settore vengano revisionati ogni quattro anni (mentre è stata
soppressa la disposizione che consentiva di aumentare annualmente, sulla
base degli indici Istat, i ricavi risultanti dagli studi stessi), ed anche,
infine, che il contribuente avrà facoltà di adeguare nella dichiarazione
dei redditi, senza l’applicazione di sanzioni, i ricavi dichiarati rispetto
agli studi soltanto se lo scostamento non sarà superiore al 10% dei ricavi
stessi, perché, in caso contrario, sarà dovuta una sovrattassa del 3%.

(Studio Associato)

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