Sediva News del 26 novembre 2004

L’Irap sotto assedio

Mentre il Parlamento si appresta ad “ufficializzare” le riduzioni
dell’Irpef (e anche dell’Irap) appena annunciate dal nostro Premier,
alcuni organi giurisdizionali italiani ed europei hanno posto sotto la loro
“lente di ingrandimento” la legittimità proprio dell’Irap.

Sul “fronte” interno, infatti, la Corte di Cassazione ha poco fa sancito il
principio secondo cui i professionisti (escluse pertanto le farmacie, come
pure tutte le imprese), ove privi di una qualche struttura organizzativa di
rilievo, non sono soggetti a questa imposta, come peraltro già affermato a
suo tempo dalla Corte costituzionale. Sul tema, inoltre, è già prevista
un’altra udienza presso la Suprema Corte per il 1° dicembre, e dunque ci
sarà subito la possibilità di verificare se quell’orientamento dei nostri
giudici si andrà o meno consolidando.

Anche sul “fronte” comunitario avremo ben presto notizie, perché la Corte
di Giustizia europea dovrà tra breve giudicare sull’accusa mossa all’Irap
di “duplicare” sostanzialmente l’Iva, con la conseguente illegittimità
dell’imposta in caso di riscontro positivo da parte dell’Organo
giurisdizionale europeo.

Sono comunque attese per il mese di gennaio le conclusioni dell’Avvocato
Generale (che rappresenta ovviamente l’“Accusa”), anche se, è il caso di
aggiungerlo, l’Irap è stata già censurata dalla Commissione europea.

Sono facilmente immaginabili le conseguenze a dir poco “devastanti” di una
decisione sfavorevole all’imposta, perchè i contribuenti italiani (comprese
le farmacie, questa volta) avrebbero in tal caso diritto di richiederne il
rimborso all’Erario italiano nei termini prescrizionali di 48 mesi dal
versamento.

E’ però opportuna anche un’ulteriore precisazione: l’eventuale
presentazione di un condono o di un concordato fino al periodo d’imposta
2002 impedisce al contribuente, per espressa disposizione di legge,
l’ipotetico rimborso; sotto questo profilo, insomma, la sanatoria non
gioverebbe.

Avremo comunque cura di aggiornarvi tempestivamente anche sui prossimi
“appuntamenti” relativi all’Irap.

(s.lucidi)

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