Sediva News del 22 novembre 2004

E’ nullo l’accertamento fondato su prove illegittimamente acquisite

E’ quanto sancisce la Sez. Trib. della Corte di Cassazione in una recente
sentenza (che ribadisce, peraltro, un principio già precedentemente
affermato dalle Sezioni Unite), perché – precisa la Suprema Corte – esiste
un principio generale nel nostro ordinamento (e che trova la sua massima
espressione applicativa nel processo penale) secondo cui gli atti formati
sulla base di prove acquisite con modalità non previste dalla legge sono
nulli.

Nel caso concreto risolto da quella decisione, ad esempio, è stata ritenuta
illegittima una verifica fiscale presso un’azienda, la cui sede coincideva
con quella dell’abitazione del titolare dell’impresa, senza la necessaria
autorizzazione del Procuratore della Repubblica (la quale, giova
ricordarlo, deve essere motivata soprattutto con riguardo alla
sussistenza di gravi indizi di evasione).

Né la mancata opposizione del contribuente assoggettato a verifica,
aggiunge la Cassazione, può rendere di per sè legittimo l’accesso,
considerato che (perfino) l’eventuale suo consenso non è (neppure)
contemplato dalla legge, e dunque non può costituire una circostanza
minimamente idonea a sanare il vizio del procedimento.

(s. lucidi)

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