Sediva News del 19 novembre 2004

“Certificabili” anche a Roma i contratti di lavoro

Come reso noto dal Ministero del Welfare, infatti, da alcuni giorni nella
provincia di Roma è possibile rendere incontestabile (sia tra le parti, che
nei confronti di qualsiasi terzo, come l’Inps, l’Inail, ecc…) la
qualificazione di un contratto di lavoro mediante uno specifico atto di
certificazione della Direzione provinciale del Lavoro.

Sono certificabili il contratto di collaborazione a progetto (ormai meglio
noto come co.co.pro.), il contratto di lavoro a chiamata, il job sharing
(il c.d. lavoro ripartito), e, in genere, tutte le tipologie lavorative
introdotte o modificate dalla “Riforma-Biagi”.

La certificazione può dunque diminuire non poco il contenzioso, anche se,
trattandosi pur sempre di un provvedimento amministrativo, essa può essere
comunque “disapplicata” dal Giudice del lavoro ove una delle parti adisca
quest’ultimo, ad esempio, per erronea qualificazione del contratto, per
difformità in sede applicativa rispetto a quanto ivi previsto, e così via.

Come si vede, però, chiunque intenda contestare quanto nella certificazione
è asseverato dovrà in ogni caso darsi carico di agire giudizialmente, e
questo, già di per sé, può essere un serio deterrente (anche l’Inps,
pertanto, non potrà più redigere tout court dei verbali di accertamento in
contrasto con quanto certificato, ma sarà costretto a conseguire
previamente dal Giudice una sentenza dichiarativa dell’inefficacia della
certificazione).

A tal fine, quindi, i datori di lavoro e i lavoratori romani possono ora
rivolgersi alla DPL (nel suo ufficio in Roma, Via Cesare De Lollis n.12,
dove infatti siede oggi l’apposita Commissione per la certificazione dei
contratti di lavoro), utilizzando magari la specifica modulistica (che
dovrebbe essere già disponibile), alla quale dovrà comunque essere
allegato, in originale, il contratto di lavoro che si intende far
certificare.

(gio.bacigalupo)

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