Sediva News del 22 ottobre 2004

Il condono Iva all’esame della U.E.

La Commissione U.E. ha chiesto all’Italia di modificare il “capitolo Iva”
del recente condono fiscale, perché ritenuto incompatibile con le
disposizioni comunitarie che, da un lato, impediscono gli “aiuti di Stato”
e, dall’altro, non consentono di ridurre le risorse finanziarie che ogni
Membro deve versare all’Unione.

A giudizio della Commissione, infatti, la rinuncia del nostro Stato ad
effettuare gli accertamenti Iva (sia pure) verso il pagamento di un importo
determinato una tantum (come nel caso del condono tombale), potrebbe
comportare – almeno in astratto – la riduzione delle somme che l’Italia
deve alle Istituzioni comunitarie, e che corrispondono proprio ad una
percentuale degli introiti legati all’Iva. Inoltre, l’eventuale
individuazione del condono quale “aiuto di Stato”, rappresenterebbe una
distorsione della libera concorrenza tra le imprese appartenenti alla U.E.,
che sarebbero indotte (perlomeno indirettamente) ad investire in Italia
per conseguire i vantaggi fiscali derivanti appunto dai condoni.

Peraltro, anche la Corte di giustizia europea ha aperto un procedimento di
infrazione nei confronti dell’Italia per gli stessi motivi e nel quale il
Procuratore generale (cioè l’“Accusa”) ha concluso per una richiesta di
condanna dell’Italia.

Gli sviluppi, in senso negativo per il Paese, di questa vicenda potranno
dunque indurre le nostre Istituzioni a trovare eventuali soluzioni
alternative al “condono”, di cui daremo evidentemente notizia nella
Rubrica.

(Studio Associato)

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