Sediva News del 23 settembre 2004

Contratto assicurativo per il trattamento di fine mandato – QUESITO

Siamo due soci di una società in nome collettivo costituita per la gestione
di una farmacia e rivestiamo, ovviamente, anche la carica di amministratori
percependo per tale funzione un compenso.
Il nostro agente assicurativo di fiducia ci ha proposto un contratto che
prevede l’accantonamento di un “trattamento di fine mandato” con
conseguenti – a suo dire – vantaggi fiscali.
Vorrei saperne di più.

Il “trattamento di fine mandato”, chiamato dal legislatore anche “indennità
di fine rapporto”, rientra tra i compensi differiti, la cui corresponsione
è qui subordinata alla cessazione del rapporto degli amministratori con la
società.

L’accantonamento annuale operato (e versato) dalla società (nella misura
stabilita dai soci) è per quest’ultima un costo deducibile per competenza,
cosicché – come al solito – il risparmio fiscale dipende nel concreto
dall’aliquota marginale Irpef individualmente a carico degli
amministratori/soci.

Quando il trattamento di fine mandato verrà liquidato, e tenuto conto della
sua natura appunto di compenso differito, esso sarà assoggettato
(naturalmente per il solo importo accantonato) a tassazione separata,
spesso più conveniente della tassazione ordinaria.

Invece, i rendimenti finanziari derivanti dal piano assicurativo (e
generalmente inerenti alle polizze di questo tipo), pur essendo in realtà
delle plusvalenze, sono tassati (“a titolo definitivo”, si badi bene)
soltanto con un’imposta (sostitutiva delle ordinarie imposte sul reddito)
che attualmente ammonta al 12,50%, con evidenti ulteriori risparmi fiscali.

Inoltre, e questo costituisce un altro profilo di interesse, il contratto
assicurativo garantisce l’impignorabilità e l’insequestrabilità delle somme
accantonate, come pure dei connessi rendimenti finanziari.

Va detto, infine, che questo contratto (con i conseguenti benefici fiscali)
può essere applicato anche ai contratti di collaborazione coordinata e
continuativa, stipulati, ad esempio, con un farmacista che presti la sua
attività all’interno della farmacia.

(r.santori)