Sediva News del 9 settembre 2004

Il “via” (forse) definitivo del contratto di inserimento

Una recente circolare del Ministro del Lavoro detta ulteriori chiarimenti
sui “contratti di inserimento” (che nella “Riforma-Biagi”, come si
ricorderà, hanno sostituito i “contratti di formazione-lavoro”), la cui
configurazione può dirsi pertanto ormai pressoché completata e quindi in
grado di “lanciare” adeguatamente nel mondo del lavoro una tipologia
lavorativa destinata sulla carta a ricoprire un vasto ambito applicativo
(pur se suscettibile, quest’ultimo, di essere settorialmente variato in
funzione dei diversi contratti collettivi via via rinnovati).

La figura è in ogni caso quella più volte illustrata anche in questa
Rubrica (da ultimo, v. Sediva news del 04/05/2004) e del resto, per quanto
di interesse delle farmacie, la circolare non vi ha aggiunto granchè di
nuovo, anche se – dopo averne ribadito la funzione formativa e di
inserimento (o reinserimento) del lavoratore disoccupato – essa ha voluto
confermare che le agevolazioni contributive spettano soltanto nel caso in
cui il “contratto di inserimento” sia durato almeno un anno e generato
perciò un “vero” incremento occupazionale (quest’ultimo, però, non è più
necessario quando i posti di lavoro si siano “liberati” in seguito a
dimissioni volontarie, o pensionamenti di vecchiaia).

In tal modo, il nostro Welfare finisce per adeguarsi sostanzialmente alle
regole europee, proprio come era già avvenuto con il vecchio “contratto di
formazione-lavoro”.

Inoltre, esattamente come per il suo “predecessore”, anche per il contratto
d’inserimento, in assenza del rispetto delle condizioni previste (età,
status, ecc.), è possibile usufruire comunque di una riduzione contributiva
minima del 25%.

Nella circolare, infine, c’è un cenno anche con riguardo alle sanzioni,
che, in caso di inadempienze del datore di lavoro relative alla
realizzazione del progetto d’inserimento (che, come forse si ricorderà, nel
concreto caratterizzarono non poco la vita del contratto di formazione),
sono ora costituite da una maggiorazione pari al 100% dei contributi
“risparmiati”.

(gio.bacigalupo)

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