Sediva News del 23 luglio 2004

La “scure” sulle seconde case (e su altro)

Con l’ormai consueto ricorso alla fiducia, è passata dunque alla Camera (e
attende pertanto il prossimo sì definitivo del Senato) la conversione del
decreto legge “taglia spese” (quello che, come si ricorderà, ha consentito
all’Italia di evitare il “richiamo” da parte dell’Unione Europea per il
superamento del rapporto-limite del 3% deficit/PIL), con l’inclusione però
nel suo testo di un “maxi-emendamento” governativo dell’ultimora, che
contiene nuove importanti misure fiscali tra le quali vanno segnalate le
seguenti:

a) imposta di bollo: sale da € 10,33 (le vecchie L. 20.000) a € 11,00 la
marca da bollo da applicare sugli atti e i contratti, ed aumenta da € 165
a € 176 l’imposta sugli atti riferiti ai trasferimenti immobiliari;
b) imposta sostitutiva sui mutui immobiliari e altri finanziamenti: salvo
il mutuo acceso sulla “prima casa”, l’imposta sostitutiva sui mutui
immobiliari, e quella sugli anticipi e altri finanziamenti ad imprese e
persone fisiche (purché superiori a 18 mesi), compresi quelli finalizzati
agli acquisti rateali, subisce un aggravio pari ad otto volte;
c) imposta di registro, ipotecaria e catastale: qui si tratta di una vera e
propria “mini-stangata”, perché, sempre con esclusione dei trasferimenti
relativi alla “prima casa”, i “vecchi” moltiplicatori delle rendite
catastali, appena aumentati del 10% dalla Finanziaria 2004 (v. Sediva
news del 12/02/2004), vengono ora elevati di un (complessivo) 20%,
cosicché tali imposte incideranno non più in ragione del 10% della RC x
110 + 5%, ma in misura pari al 10% della RC x 120 + 5%. In pratica, i
valori da indicare negli atti di trasferimento (stipulati, attenzione,
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl) aventi
ad oggetto unità immobiliari diverse dalla “prima casa” sono ora
costituti dalla r.c. moltiplicata per i seguenti coefficienti (qui
calcolati, per comodità, direttamente al lordo anche del “vecchio” 5%
della rendita stessa):

– categoria catastale da A/1 ad A/9 (abitazioni) C/2 e C/6 (cantine e
garage): 126;
– categoria A/10 (uffici): 63;
– categoria C/1 (locali): 42,84;
– terreni esclusi gli edificabili: 112,5.

Il “maxi-emendamento” contiene anche alcune modifiche sul condono edilizio,
prevedendo, in particolare, il blocco immediato della presentazione delle
domande, le quali potranno infatti essere inoltrate soltanto dall’11
novembre al 10 dicembre 2004 (a meno che le singole Regioni non legiferino
diversamente), restando tuttavia salve – dal punto di vista penale e
amministrativo – quelle presentate prima della sentenza della Corte
costituzionale (7 luglio 2004) che ha dichiarato la parziale illegittimità
delle disposizioni relative alla sanatoria.

Dubbi, invece, permangono sul destino delle domande presentate nel periodo
compreso tra il 7 luglio 2004 e la data di entrata in vigore della legge di
conversione del dl.

(Studio Associato)

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