Sediva News del I luglio 2004

la Corte Costituzionale sul condono edilizio

Come avrete rilevato dalla stampa quotidiana, che vi ha dato ovviamente
ampio risalto, la Corte Costituzionale ha finalmente depositato l’attesa
decisione sulla sanatoria edilizia, dichiarando la parziale illegittimità
della norma statale (art. 32 del D.L. 269/03) che l’ha introdotta, per aver
sostanzialmente escluso le Regioni (del resto, come si ricorderà, erano
state proprio otto Regioni ad adire la Corte) dall’articolato procedimento
relativo al condono.

In pratica, dice l’Alta Corte, allo Stato compete dettare i principi
generali della sanatoria, disciplinare i suoi profili penali e individuare
i limiti temporali della realizzazione degli abusi sanabili e la
volumetria massima condonabile; alle Regioni, invece, spetta legiferare sui
“dettagli” della sanatoria e, in particolare, sulle condizioni per aderirvi
nel concreto, pur nei limiti sanciti dalle norme statali.

E pertanto, se le Regioni sono venti, potremmo assistere alla
configurazione di venti tipi diversi di condono, perché, ad esempio, per
una Regione una certa volumetria abusiva sarà magari sanabile e per altre
no, come pure potranno essere diverse da regione a regione le possibilità
di sanare gli abusi commessi in aree demaniali.

In ogni caso, il termine ultimo del 31 luglio 2004 previsto dalla legge
statale per l’adesione al condono edilizio sembra destinato fatalmente a
slittare, perché il Governo dovrà evidentemente modificare il citato art.
32 del D.L. 269/03 in conformità alle indicazioni fornite dalla Corte ed
anche prevedere sia un termine entro il quale le Regioni saranno tenute a
legiferare in materia, che l’ulteriore termine entro il quale i cittadini
potranno accedere alla sanatoria.

Le domande presentate sino ad oggi, comunque, non dovrebbero costituire un’
“autodenuncia” (sarebbe francamente troppo…), anche se gli interessati
dovranno attendere le norme specifiche che saranno dettate per il loro
caso.

Naturalmente, cercheremo di seguire passo passo l’evolversi delle due
normative (statale e regionale), che ormai sono tra loro, come si dice
tecnicamente, concorrenti e/o ripartite.

(Studio Associato)

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