Sediva News del 09 giugno 2004

L’ici va versata anche per gli abusi edilizi “condonandi”

Sempre in (fervida) attesa della sentenza della Corte Costituzionale che
sancirà (o meno) la legittimità costituzionale del “condono edilizio”, il
Ministero dell’economia ha emanato la circolare n. 2 del 7/6/2004, con la
quale ha illustrato le modalità di versamento dell’ICI dovuta sugli
immobili oggetto di sanatoria.

Il Ministero ha preliminarmente precisato che per gli anni 2003 e 2004 é
dovuto un importo forfettario di € 2,00 per ogni metro quadrato condonato
(o che si intende condonare), che va naturalmente aggiunto all’ici
ordinariamente calcolata sull’immobile medesimo (al “netto”, cioè, del
volume “abusivo”).

Una volta determinato tale importo aggiuntivo per i due anni di imposta, ne
va poi evidentemente calcolato il 50% che deve essere versato con la prima
rata dell’ici dovuta per l’anno 2004 e dunque entro il 30 giugno 2004 (come
si vede, l’importo va versato ancor prima della scadenza del termine di
presentazione della sanatoria – ormai definitivamente fissata, almeno così
sembra, al 31 luglio 2004 – e pertanto il versamento presuppone che il
contribuente abbia definitivamente optato per la presentazione della
domanda di condono).

Per il saldo, invece, occorrerà rideterminare, anche provvisoriamente (con
il programma doc.fa in possesso dei geometri che si occupano di tali
attività), la nuova rendita catastale dell’immobile che risulterà dopo la
presentazione del condono edilizio; a questo punto va nuovamente calcolato
il valore imponibile (corrispondente alla nuova rendita catastale
capitalizzata) e determinata l’ICI dovuta per gli anni 2003 e 2004 ed
effettuare così il versamento del saldo entro il 20 dicembre 2004,
deducendo l’importo versato forfettariamente entro il 30 giugno.

Il Ministero ha però anche avvertito che entro il 30 settembre 2004 dovrà
comunque essere presentata al Comune (ove é ubicato l’immobile condonato)
una denuncia di variazione ICI, appunto per rendere edotta
l’amministrazione dell’intervenuto condono.

Insomma, il “condono” comporta calcoli complicati che fanno quasi ….
pentire dell’abuso.

(f.lucidi)

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