Sediva News dell’11 maggio 2004

Le operazioni di lease back non comportano la decadenza dai
benefici della “Tremonti-bis”

Come si ricorderà, la legge “Tremonti-bis” ha consentito di escludere
dall’imposizione sul reddito d’impresa (e di lavoro autonomo) l’importo
corrispondente al 50% degli investimenti realizzati negli anni 2001 e 2002,
sia pure per la sola quota eccedente la media di quelli operati nei cinque
periodi d’imposta precedenti.

La legge stessa, tuttavia, contiene anche una norma sostanzialmente
“antielusiva”, perché prevede la revoca del beneficio nell’ipotesi in cui i
beni oggetto degli investimenti siano ceduti a terzi entro il secondo
periodo d’imposta successivo all’acquisto, ovvero – se beni immobili –
entro il quinto periodo d’imposta successivo.

Proprio a questo riguardo è ora intervenuta una risoluzione dell’Agenzia
delle Entrate, che ha chiarito che la cessione di quei beni, se realizzata
mediante il c.d. lease back, non comporta affatto la decadenza dalle
agevolazioni, perché con tale contratto (come abbiamo avuto occasione di
precisare in questa Rubrica) l’imprenditore cede, è vero, il bene
strumentale alla società di leasing, ma “trasformandosi” immediatamente nel
suo utilizzatore e con la facoltà di riacquistarne la proprietà al termine
del rapporto; cosicché, conclude l’Agenzia delle Entrate, non si realizza
in tal caso un mero “disinvestimento” (che sarebbe invece ex se causa di
decadenza dal beneficio), bensì un’operazione puramente economica, pur se
complessa ed articolata, tesa soprattutto a conseguire una liquidità
immediata a favore dell’impresa.

Dunque, una buona notizia, specie con riguardo alle operazioni di questo
tipo effettuate sugli immobili (acquistati, perciò, usufruendo dei benefici
in argomento), anche se, quasi misteriosamente, le farmacie ne hanno fatto
sinora scarso uso; eppure, per quanto ne sappiamo, gli intermediari
finanziari “spingono” non poco per convincere le imprese a ricorrere al
lease-back… .

(s.lucidi)

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