Sediva News del 04 maggio 2004

Chiarimenti sui contratti di inserimento (ex formazione lavoro)

Sembra finalmente assumere concretezza la possibilità per le aziende di
stipulare contratti di inserimento (tipologia di lavoro, questa, che ha
sostanzialmente sostituito il contratto di formazione-lavoro), perché un
recente accordo interconfederale ha supplito alle carenze e lentezze
burocratiche della contrattazione collettiva.

Perdipiù, una circolare dell’Inps ha fornito importanti chiarimenti anche
sui benefici contributivi (che durano comunque da un minimo di nove ad un
massimo di diciotto mesi o trentasei mesi per i lavoratori handicappati)
connessi a questo contratto, che, ricordiamolo, è volto – secondo la
“Riforma-Biagi” – “a realizzare, attraverso un progetto individuale di
trattamento delle competenze professionali del lavoratore in un determinato
contesto lavorativo, l’inserimento ovvero il reinserimento nel mercato del
lavoro” di particolari categorie di persone (per gli altri profili di tale
tipologia, quali i modi di utilizzo, la durata, la forma del contratto, il
progetto d’inserimento e le agevolazioni che ne derivano, rinviamo alle
Sediva News del 22/08/2003 e del 26/03/2004).

Ecco dunque, in sintesi, le agevolazioni contributive illustrate dalla
circolare.
– Datori di lavoro non imprenditori: se operano nel centro nord,
risparmiano il 25% dei contributi; se operano nel mezzogiorno,
l’agevolazione sale al 50%.
– Imprese in generale: se operano nel centro nord, risparmiano il 25%, se
nel mezzogiorno, versano all’Inps una contribuzione in misura fissa (la
“marca settimanale” degli apprendisti).
– Imprese commerciali (ad esempio farmacie) e turistiche con meno di 15
dipendenti: se operano nel centro nord, il risparmio contributivo è del
40%; nel mezzogiorno, invece, la contribuzione è fissa.
– Imprese artigiane e imprese operanti in aree ad alto tasso di
disoccupazione: ovunque ubicate, pagano anch’esse il contributo in misura
fissa.

Ricordiamo che, a questi fini, le aree del “mezzogiorno” e quelle ad “alta
disoccupazione” sono indicate con appositi decreti annuali.

Per accedere alle agevolazioni contributive è comunque necessario, tra
l’altro, far attestare dal Centro per l’impiego lo stato di disoccupazione
di “lunga durata”, che è riconosciuto quando esso duri da almeno dodici
mesi e che non viene meno ove l’interessato percepisca nell’anno solare un
reddito da lavoro dipendente non superiore ad € 7.500,00 o un reddito da
lavoro autonomo non superiore ad € 4.500,00.

Tale stato di disoccupazione, da parte degli ultracinquantenni e delle
lavoratrici madri residenti in aree a basso tasso di occupazione femminile,
potrà essere anche semplicemente “autocertificato”.

(gio.bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!