Sediva News del 27 aprile 2004

Un flash sulla riforma delle pensioni

Il Ministero del Welfare ha diffuso una nota esplicativa sulla riforma
pensionistica che (come accennato nella Sediva News del 19/02/2004) è
tuttora all’esame del Consiglio dei Ministri, anche se le famose “Parti
sociali“ non sembrano affatto d’accordo tra loro, neppure sui capisaldi
delle nuove norme di settore.

In ogni caso, vale la pena ricordare gli obiettivi della riforma che, in
particolare, sono quelli di: a) elevare gradualmente l’età pensionabile,
soprattutto quando la “base” sia volontaria; b) sviluppare comunque una
previdenza complementare (che però nel nostro Paese stenta incredibilmente
a decollare) da affiancare a quella pubblica.

Naturalmente, per le pensioni già maturate, di vecchiaia o di anzianità,
nulla cambia, né potrebbe essere altrimenti.

Sembra inoltre confermato l’incentivo a continuare il lavoro per i
pensionati di anzianità, che, quindi, optando per il proseguimento
dell’attività lavorativa, riceveranno in busta paga un aumento del 32,7%
della loro retribuzione (in pratica, il “controvalore” dei contributi non
più dovuti all’Inps).

Resta anche fermo il requisito unico dei 40 anni di contributi ovvero dei
65 anni di età anagrafica (60 per le donne), requisito che tuttavia, come
sappiamo, escluderà gradualmente – dall’1/01/2008 – la pensione di
anzianità (come noi oggi la conosciamo), destinata infatti ad essere
percepita sulla base del solo metodo contributivo.

Continueranno peraltro a godere di particolari facilitazioni le lavoratrici
madri, i lavoratori precoci, le attività c.d. usuranti e i disabili, che
potranno perciò abbandonare il lavoro con regimi agevolati.

Quanto, infine, alle pensioni di invalidità, l’Inps – anche questo è noto –
amplierà le verifiche dei relativi requisiti.

Assisteremo ancora, insomma, a questa fase di transizione tra vecchie e
nuove normative, tra sistema contributivo, sistema retributivo e sistema
misto, fino all’avvio – dall’1/1/2008 – del noto “scalone” pensionistico
(semprechè i Sindacati, beninteso, non convincano il Governo a procedere
con tempi e gradualità ancora più ampi).

(gio.bacigalupo)

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