Sediva News del 16 aprile 2004

è sanzionabile il pagamento di ferie non godute

Quanto accennato in generale sull’argomento nella Sediva News del
26/03/2004 ha sollevato sorprendentemente numerosi interrogativi proprio
con riguardo al divieto per il datore di lavoro di pagare le ferie non
godute dal lavoratore nel corso del rapporto, come se, in sostanza, la
prassi invalsa – almeno nelle farmacie – sia ormai quella di liquidare in
denaro al dipendente i giorni di ferie non fruiti nell’anno.

Il tema, pertanto, merita qualche notazione ulteriore.

In primo luogo, ricordiamo che l’art. 36 della Costituzione sancisce che il
lavoratore ha diritto “a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”,
principio ribadito dall’art. 2109 del codice civile, che, dopo aver
precisato che il tempo del godimento (“possibilmente continuativo”) è
stabilito dal datore di lavoro ma “tenuto conto delle esigenze dell’impresa
e degli interessi del prestatore di lavoro”, rinvia – quanto alla durata
del periodo di ferie spettante – alla legge ed ai contratti collettivi.

Senonchè, il decreto legislativo n.66/03 (sulla riforma dell’orario di
lavoro) e il successivo dlgs (correttivo dell’altro), ora approvato dal
Consiglio dei Ministri (v. la già ricordata Sediva News del 26/03/2004),
fissano direttamente una durata minima (perciò inderogabile anche da parte
delle contrattazioni sindacali ) di quattro settimane annue con il
conseguente divieto – per le ferie maturate a partire dal 29 aprile 2003,
data di entrata in vigore del dlgs 66/03 – di “monetizzare” i giorni
eventualmente non goduti rispetto al detto periodo minimo (“monetizzabili”
, pertanto, sono soltanto i giorni non fruiti oltre le quattro settimane,
quando ovviamente il contratto preveda un periodo di ferie più ampio).

Beninteso, il divieto cade alla risoluzione del rapporto, che, come è noto,
comporta – tra gli altri – l’obbligo del datore di lavoro di liquidare al
dipendente anche la retribuzione corrispondente al rateo di ferie maturato
fino a quel momento e di cui naturalmente il prestatore di lavoro “non ha
fatto in tempo” a godere.

Come già sottolineato sempre nella precedente news, inoltre, il datore di
lavoro dovrà garantire la fruizione di almeno due settimane nel corso
dell’anno solare di maturazione e di altre due settimane entro i successivi
diciotto mesi.

Infine, l’inosservanza del divieto espone il datore di lavoro a sanzioni
amministrative che vanno da 130 a 780 euro per ogni lavoratore e per
ciascun periodo.

(gio.bacigalupo)

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