Sediva News del 27 marzo 2004

in gestazione un nuovo provvedimento sui flussi migratori degli extra
comunitari

Il regolamento di attuazione della legge Bossi-Fini, che dovrà essere
emanato entro la prossima estate, prevede infatti la “riapertura delle
frontiere” per un certo numero di lavoratori extra comunitari, tuttavia
ancora da stabilire.

In sostanza, però, il provvedimento consentirà di regolarizzare, ad
esempio, la gran parte delle migliaia di collaboratrici domestiche (tra
“badanti” e semplici colf) che attualmente prestano lavoro nelle famiglie
senza il permesso di soggiorno, e dunque quali “clandestine” (con il
rischio, pertanto, di sanzioni penali a carico dei loro datori di lavoro di
fatto).

Vale la pena comunque ricordare che chi assume un extra comunitario (in
possesso, ovviamente, del permesso di soggiorno) deve in ogni caso
garantirgli una retribuzione minima di € 439,00 al mese (se convivente e
semplice colf), la disponibilità di un alloggio (presso la famiglia stessa,
o altrove, non fa differenza), nonché le spese di viaggio per il rientro
nel Paese di origine in caso di licenziamento. Tant’è che il datore di
lavoro, in sintesi, deve disporre – almeno sulla “carta” – di un reddito
annuo non inferiore a € 48.000,00.

Le cose potranno tuttavia ulteriormente semplificarsi con l’imminente
ingresso nella U.E. dei nuovi dieci Stati, perché molti extra comunitari
“clandestini” attualmente in Italia provengono proprio da alcuni di quei
Paesi.

(Studio Associato)

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