04.03.05

Lascio i soldi sul conto della farmacia o li trasferisco su uno personale?
– QUESITO

Nel corso degli anni ho prelevato meno utile di quanto me ne spettasse, con
la conseguenza di aver accumulato una discreta quantità di denaro sul conto
corrente bancario destinato alla gestione della farmacia.
Considerata la tassazione a carico degli interessi attivi maturati, mi
conviene lasciare il denaro su quel conto o trasferirlo su uno personale?

Gli interessi attivi maturati su un conto corrente bancario sono
notoriamente soggetti ad una ritenuta d’imposta del 27%, che però è
soltanto una ritenuta d’acconto quando riguardi il conto “intestato” ad una
impresa, perché gli interessi concorrono anch’essi alla determinazione del
reddito; ora, cioè, viene trattenuto il 27% degli interessi trimestralmente
accreditati sul conto, e poi, in sede di dichiarazione dei redditi, verrà
effettuato il conguaglio (con conseguente ulteriore versamento di imposte)
se l’aliquota marginale sugli altri redditi risulti superiore al 27%,
ovvero si recupererà la maggiore imposta trattenuta nel caso (peraltro
raro) in cui l’aliquota marginale sia invece inferiore.
Diversamente, sugli interessi maturati in un conto corrente “personale”
la ritenuta del 27% è definitiva, cioè, come si suol dire, è a titolo
d’imposta, talchè, per quel reddito (gli interessi), il rapporto con il
Fisco si esaurisce con la ritenuta.
La risposta al quesito postula quindi un’analisi caso per caso: per coloro,
dunque, che hanno un’aliquota marginale di tassazione superiore al 27%
sarebbe preferibile trasferire la somma su un conto corrente “personale”,
purchè sempre – attenzione – nel limite degli utili prelevabili (tenendo
qui ovviamente conto sia di quello realizzato nell’anno in corso che di
quelli eventualmente relativi ad anni precedenti ed ancora da prelevare),
mentre, laddove l’aliquota marginale sia inferiore al 27%, (perché
l’interessato ha un reddito basso oppure, poniamo, perché egli ha aderito
al concordato preventivo con applicazione dell’aliquota del 23% sul reddito
corrispondente all’ incremento), diventa consigliabile mantenere il denaro
sul c/c della farmacia (anche) al fine di recuperare l’eccedenza di
tassazione.
(r.santori)

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