04.02.28
Nuove norme di trasparenza bancaria per i titoli di Stato.

28/02/2004 – Nuove norme di trasparenza bancaria per i titoli di Stato.
Nel tentativo di restituire la fiducia al “popolo dei risparmiatori”
rimasti scottati dalle ultime vicende relative alle obbligazioni (gli ormai
famigerati bond) il Ministero dell’Economia ha aggiornato con proprio
decreto (pubblicato nella G.U. del 23/02/04) la vecchia normativa del 1992
sull’intermediazione dei titoli di Stato (anche se, per la verità, gli
obbligazionisti lamentano soprattutto la scarsissima protezione dei loro
investimenti nel settore c.d. corporate, quello cioè relativo alle
obbligazioni emesse dalle grandi S.p.A. private, mentre i titoli di Stato
non hanno mai rappresentato un problema per i risparmiatori, neppure ai
tempi in cui si vociferava tanto contro i “vituperati” BOT…).
Comunque, gli istituti bancari che collocano
BOT, CCT, BTP e CTZ, dovranno ora esporre un “tabellone” riportante le
condizioni di acquisto e la spesa per la gestione dell’intero “dossier-
titoli” che non dovrà in ogni caso superare 10 euro a semestre.
L’importo massimo delle commissioni di acquisto e/o vendita di BOT diventa
il seguente (anche se nel concreto il cliente può “spuntare” assai spesso
direttamente il tasso minimo dello 0,05%…):
– 0,05% (dell’importo acquistato o venduto) per i buoni con durata residua
pari o inferiore a 80 giorni;
– 0,10% per i buoni con durata residua compresa tra 81 e 170 giorni;
– 0,20% per i buoni con durata residua compresa tra 171 e 330 giorni;
– 0,30% per i buoni con durata residua superiore a 330 giorni.
Per quanto riguarda CTZ, CCT e BTP, non sarà invece dovuta alcuna
commissione, perché è già il Tesoro a pagarla attraverso la Banca d’Italia.
Il decreto provvede anche ad elencare dettagliatamente tutte le
informazioni che vanno indicate nella comunicazione da inviare al cliente:
il prezzo medio ponderato risultante dall’asta, la ritenuta fiscale pagata
sugli interessi, la commissione applicata espressa in percentuale ed in
valore assoluto, il prezzo totale di vendita e il corrispondente tasso di
rendimento annuo.
Ben altri, però, devono essere gli interventi governativi se si vuole
davvero riconquistare il risparmiatore!
(p.liguori)

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