04.02.27

La cessione della quota di una società di farmacisti – QUESITO
Sono un farmacista socio (accomandante) di una sas e mi trovo nella
condizione di vendere la mia quota.
Vorrei sapere quale è la tassazione che colpisce la plusvalenza e cosa
posso fare per evitare un esborso eccessivo.

La legge di conversione del decreto legge “mille proroghe” (v. Sediva News
del 26/02/2004) ha ora ulteriormente riaperto i termini per la
rivalutazione (o “affrancamento”) delle partecipazioni societarie (non
quotate in borsa) originariamente prevista dagli artt. 5 e 7 della legge
448/2001.
La procedura prescrive che, entro il mese di settembre 2004 (è la nuova
data di scadenza del termine), venga redatta (e giurata) una perizia ad
opera di un dottore commercialista, ragioniere o revisore contabile che
valuti la società alla data del 1° luglio 2003 (e non più, pertanto, alla
data del I gennaio 2003).
Sul valore della partecipazione (quale risultante appunto dalla perizia
relativa all’intero patrimonio sociale ma rapportato alla percentuale
posseduta) dovrà essere pagata – sempre entro settembre, quindi –
l’imposta sostitutiva del 4% (ove la partecipazione sia qualificata, cioè
superiore al 25% del capitale sociale, come è nel Suo caso) o del 2% (se la
partecipazione non eccede il 25%).
È tuttavia consentito rateizzare il pagamento fino a tre rate annuali, ma
con la maggiorazione degli interessi legali in ragione d’anno.
La perizia, quindi, non vincola alla rivalutazione di tutta la società, ma
solo della quota che interessa.
Sempre in tale evenienza, all’atto della cessione della partecipazione
(che, badi bene, potrà avvenire in un qualsiasi momento successivo) la
somma ricevuta non sarà soggetta a imposte entro il valore rivalutativo
della perizia, mentre l’eventuale eccedenza sconterà la tassazione
ordinaria.
Salva perciò questa ipotesi dell’“affran-camento”, il 40% della plusvalenza
(non l’intero suo ammontare, pertanto) realizzata con la cessione di quote
sociali è assoggettata all’imposta ordinaria, con l’applicazione cioè delle
normali aliquote IRPEF che, come sappiamo, rapidamente (oltre euro
70.000,00) raggiungono il 45%.
Sembra dunque il caso di non lasciarci sfuggire questa grande opportunità,
e di procedere tempestivamente alla rivalutazione della quota della sas da
Lei oggi posseduta.
(s.lucidi)

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