18.12.03
Tassazione, vecchia e nuova, degli utili liquidati agli associati di
capitale.

Come ormai sappiamo bene, a decorrere dal prossimo anno gli utili
corrisposti all’associato in partecipazione con apporto di capitale
diventano indeducibili dal reddito della farmacia, e però – giova
rammentarlo ancora una volta – l’associato dichiara (e aggiunge agli
eventuali altri suoi redditi) soltanto il 40% degli utili effettivamente
liquidati (per lui, cioè, continua ad applicarsi il ben noto criterio di
“cassa”) a meno che l’apporto originariamente (si guarda perciò soltanto
al momento di costituzione del rapporto) conferito nella farmacia fosse
inferiore al 25% del patrimonio netto dell’impresa conferitaria, perché in
tale evenienza la somma liquidata all’associato è invece assoggettata, ma
nella sua interezza, alla ritenuta del 12,50% che peraltro è secca
(l’ammontare degli utili liquidati, pertanto, non si aggiunge agli altri
redditi).
Un’altra precisazione sembra tuttavia opportuna: salva ovviamente
l’ipotesi ora accennata di ritenuta secca, nel caso in cui gli utili
liquidati all’associato siano tassabili soltanto per il 40% del loro
ammontare l’associante non dovrà probabilmente effettuare, al momento
della liquidazione, alcuna ritenuta (per ragioni intuitive), che invece,
per gli utili corrisposti fino al 31/12/2003, resta quella tipica dei
redditi di capitale, pari cioè al 12,50%, che però qui è una ritenuta
d’acconto.
Ma il fatto nuovo è un altro e riguarda il trattamento fiscale del periodo,
diciamo, transitorio, quello cioè a cavallo tra il 2003 e il 2004, perché,
contrariamente a quanto era lecito pensare, è stato ora definitivamente
chiarito (dalle norme transitorie contenute nel d.lgs. di riforma del
T.U.II.DD.) che, nell’ipotesi in cui l’associante – conformemente alla
normativa in vigore fino al 31.12.2003 – porti in deduzione per il 2003,
secondo il consueto criterio di “competenza”, gli utili spettanti
all’associato, quando quest’ultimo – nel 2004 e/o negli anni successivi –
li riscuoterà ovvero riscuoterà gli utili di competenza degli anni ancora
precedenti, egli dovrà dichiarare l’intero ammontare e dunque aggiungerlo
agli altri suoi redditi (subendo, all’atto della liquidazione, la precisata
ritenuta d’acconto del 12,50%).
E dunque, concludendo, è diventato ora indifferente per l’associato
riscuotere quest’anno o negli anni a venire gli utili maturati fino al
31/12/2003, perché il regime di tassazione – per quegli utili – sarà sempre
lo stesso, quello cioè in vigore fino alla fine di quest’anno (ritenuta
d’acconto del 12,50% e imposizione sull’intero importo incassato).
(g.bacigalupo-s.lucidi)

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