11/12/2003

Banche e privacy

Il Garante per la privacy ha riaffermato il principio della gratuità
dell’accesso ai dati personali detenuti dal titolare o dal responsabile del
trattamento, applicandolo anche a favore di un correntista che aveva
richiesto ad un istituto di credito, come può capitare a ciascuno di noi,
tutta la documentazione relativa alle operazioni effettuate negli ultimi
tre anni su due c/c a lui intestati.
In tal caso, ha precisato il Garante, l’istituto bancario non poteva
condizionare il rilascio della documentazione al pagamento di alcunché,
dovendo infatti quel correntista riceverla gratuitamente, come espressione
ed esercizio del suo diritto di accesso a dati personali.
A quella banca, pertanto, il Garante ha ordinato di fornire
all’interessato, entro 45 giorni dalla data di ricevimento del
provvedimento, tutte le informazioni personali richieste, estraendole dagli
atti e dai documenti da essa detenuti, e, per di più, ha posto ad intero
carico dell’istituto tutte le spese del procedimento.
Si tratta di una delle innumerevoli “vessazioni” che siamo costretti a
subire quotidianamente dagli istituti bancari, e chissà che questa
decisione del Garante per la privacy non riesca finalmente ad avviare
davvero, anche nel concreto, un’inversione di tendenza.
Studio Associato

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