22/11/2003

Definitivamente sospeso il concorso per sedi farmaceutiche – QUESITO

Se ho ben capito, le farmacie ora non si assegnano più per concorso ma
soltanto ricorrendo a graduatorie regionali. Vorrei sapere che fine fanno i
concorsi già banditi , come è il caso della mia provincia per la quale la
Regione ha pubblicato a giugno scorso un bando per l’assegnazione di
cinque sedi farmaceutiche (di cui una vacante).

Il famoso “maxi decreto-legge” , collegato alla Finanziaria 2004, prevedeva
novità molto importanti anche per le farmacie (e i farmacisti), su cui ci
siamo soffermati ampiamente nella Sediva News del 3/10/2003, e tra le quali
c’era appunto la soppressione del concorso pubblico per titoli ed esami
come modo di assegnazione delle sedi farmaceutiche vacanti o di nuova
istituzione ( sancita dal comma 22 dell’art. 48 del provvedimento).
Ora, come sappiamo, questo d.l. , integrato da un “maxi emendamento”, è
“passato” sia in Senato che alla Camera (in ambedue i rami, però, con la
“fiducia” posta dal Governo) ed è stato pertanto definitivamente convertito
in legge.
Senonchè, tra le disposizioni approvate conformante al testo originario del
d.l. c’è proprio quel comma 22 appena ricordato, che dunque è in vigore
senza soluzioni di continuità esattamente dal 2/10/03 (data di decorrenza
dell’efficacia del d.l.), e pertanto, in assenza di norme transitorie o di
raccordo con la normativa previgente (perché nel d.l. non figura – il che
è singolare – alcuna disposizione di tal genere), dobbiamo pensare che da
quel 2/10/03 nuovi concorsi per sedi farmaceutiche non potevano essere più
banditi, e però anche, nel contempo, che quelli indetti (con pubblicazione
del relativo bando) fino al giorno prima (e perciò anche quello cui Lei si
riferisce) devono invece essere espletati secondo la legislazione
anteriore.
Le nostre notazioni su questa clamorosa, quanto inattesa, sparizione del
concorso le abbiamo già espresse nel commento riportato nella news del
3/10/2003 (alla quale rinviamo quindi i lettori più “curiosi”); qui
vogliamo però ribadire la più viva preoccupazione per il sistema che si va
profilando, caratterizzato forse (perché così previsto dalla norma) da
venti graduatorie regionali ad efficacia quadriennale (dalle quali le
Regioni dovranno volta a volta “prelevare” i farmacisti da interpellare
man mano che si renderanno disponibili sul territorio regionale nuove sedi
farmaceutiche), oppure, più verosimilmente, da venti normative regionali
diverse tra loro, perché ogni Regione (è lo stesso comma 22 dell’art. 48 ad
ammetterlo e comunque lo consentirà ben presto la riserva legislativa
contemplata dalle proposte federaliste) potrà dettare regole proprie per
disciplinare l’assegnazione delle nuove farmacie. Con le conseguenze che
ognuno di noi può facilmente prefigurarsi.
(g.bacigalupo)

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