13.11.03
L’accertamento induttivo nel concordato preventivo.

Del “concordato preventivo” abbiamo parlato ampiamente nella Sediva News
del 15/10/2003, ma il tema ha suscitato grande interesse e numerosi
interrogativi, specie con riguardo ai poteri dell’Agenzia delle Entrate di
procedere ad accertamento induttivo anche a carico di soggetti che si siano
avvalsi di questa sorta di condono “anticipato” (ricordiamo che il
“concordato preventivo” è previsto nel “maxi decreto-legge” collegato alla
Finanziaria 2004, il cui testo, comprensivo di un “maxi emendamento”
governativo, è ora alla Camera per la definitiva conversione in legge).
Su questo punto specifico è dunque opportuno soffermarsi un momento, perché
i poteri di accertamento da parte del Fisco permangono anche nel caso di
“concordato preventivo”, ma sono notevolmente circoscritti, riguardando
infatti soltanto questi casi tassativi:
– elementi indicati in dichiarazione non corrispondenti a quelli del
bilancio;
– mancata applicazione dei criteri previsti dalla norma per la
determinazione del reddito;
– incompletezza, falsità, inesattezza degli elementi indicati in
dichiarazione emergenti in modo certo da controlli effettuati, come,
ad esempio, nel caso di mancata annotazione di fatture di acquisto o
di vendita;
– mancata tenuta, o sottrazione all’ispezione, di una o più delle
scritture contabili obbligatorie, in quanto la contabilità va comunque
e sempre tenuta secondo le vecchie regole.
Diventano dunque qui, in pratica, le norme che consentono di regola agli
Uffici di determinare con presunzioni semplici alcuni elementi relativi
alla determinazione del reddito, come le percentuali di ricarico, i margini
di utile conseguiti per gli acquisti, ecc., anche perché – per il periodo
2003/2004 – il contribuente “concordatario” non è obbligato alla
compilazione degli studi di settore e quindi è libero di indicare, ad
esempio, un margine di utile inferiore a quello previsto da “Gerico”, cioè
dallo strumento tecnologico degli studi.
Come si vede, insomma, l’accertamento induttivo sopravvive soltanto per le
evenienze più serie, anche dal punto di vista formale.
(Studio Associato)

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