04/11/03

Si può molestare anche con telefonate… silenziose

Ce lo dice la Cassazione in una recente sua decisione.
Il reato di “molestia o disturbo alle persone” (art. 660 c.p.), precisa
infatti la Suprema Corte, si può configurare anche nel comportamento di chi
telefoni reiteratamente alla sua “vittima” facendo semplicemente squillare
l’apparecchio ovvero senza profferire parola alcuna, semprechè, beninteso,
il molestatore abbia la consapevolezza di arrecare fastidio al suo
(mancato) interlocutore.
Né può costituire un esimente per lui, aggiunge la Cassazione, il fatto che
la “vittima” sia la (ex) fidanzata che abbia voluto troncare il rapporto.
Cosicché, anche tenuto conto dell’accresciuta possibilità di risalire
oggi al disturbatore, è bene astenersi.

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