30.10.03
Continuare a lavorare può anche essere conveniente

Il Ministro Maroni ha presentato ora in Senato l’atteso (ma
“battagliatissimo”) “maxi-emendamento” di contenuto previdenziale al “maxi-
d.l.” (a questi livelli è ormai tutto…”maxi”) di collegato alla Finanziaria
2004.
Esso contiene anche il famoso disincentivo al pensionamento di anzianità
(o, meglio, incentivo a restare al lavoro), costituito dall’accorpamento in
busta paga dei contributi previdenziali sulla retribuzione che, unitamente
all’esenzione da imposte del relativo ammontare, eleva praticamente lo
stipendio del 32,70%, perciò di un terzo.
Per la verità, come è stato osservato da più parti, il dipendente che –
avendone i requisiti (57 anni di età e 35 di contribuzione) – rinvii il
pensionamento di anzianità ne riceve qualche danno collaterale indiretto,
che può rendere l’incentivo meno appetibile di quanto possa apparire, e
dunque i suoi effetti potranno, nel concreto, essere anche inferiori, e non
di poco, alle aspettative del Governo.

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