10/10/03

Sempre sulla “prima casa” – QUESITO

Nel corso del 2000 ho acquistato un immobile beneficiando delle
agevolazioni “prima casa” e quindi pagando l’ imposta di registro del 3%
anziché del 7%.
Nel 2003 ho rivenduto lo stesso immobile ed il Notaio mi ha detto che il
Fisco mi chiederà l’imposta di registro allora non pagata in virtù
dell’agevolazione con la relativa sanzione. E’ vero? In caso di risposta
affermativa, come posso minimizzare la sanzione? E’comunque condonabile?

Come si vede, torniamo spesso sull’argomento prima casa, perché sono
veramente numerosi i quesiti che lo riguardano, e dunque possiamo anche
correre il rischio, qualche volta, di ripeterci.
In primo luogo, la vendita o la donazione di un immobile, ove operata nei
cinque anni successivi all’acquisto per il quale si è beneficiato delle
agevolazioni “prima casa”, costituiscono causa di decadenza dai benefici
stessi allora goduti.
L’Amministrazione finanziaria chiederà pertanto la restituzione
dell’intera agevolazione consistente nell’imposta di registro del 4% (7%
meno 3%) e la differenza dovuta per imposte ipotecarie e catastali,
maggiorando le somme del 30% di sanzione amministrativa, oltrechè degli
interessi di mora.
E’ possibile però avvalersi entro il 16 marzo 2004 (così prorogato
dall’originario 16 ottobre 2003, per effetto dell’ormai ben noto “maxi
decreto-legge”) del condono: ci si mette in regola, cioè, versando solo
la maggior imposta non pagata all’atto dell’acquisto.
Tale opportunità è data a tutti coloro che hanno acquistato un immobile
usufruendo indebitamente (anche se, come in questo caso, soltanto per il
comportamento successivo all’acquisto) delle agevolazioni “prima casa”, ma
solo se l’atto di (ri)vendita dell’immobile è stato stipulato entro il 30
novembre 2002.
La sanatoria, però, non è invece ammessa – attenzione – se al I gennaio
2003 il contribuente aveva già ricevuto un avviso di rettifica e di
liquidazione delle maggiori imposte da parte degli uffici.
Per accedere al condono bisogna quindi presentare, entro il ricordato 16
marzo 2004, un’apposita istanza all’Ufficio delle Entrate in cui si
dichiari espressamente di non voler beneficiare dell’agevolazione
precedentemente richiesta.
Gli uffici del Fisco, ricevuta l’istanza, effettueranno i conteggi e
liquideranno le maggiori imposte dovute dal contribuente (senza applicare
sanzioni ed interessi) da pagarsi nei successivi 60 giorni dalla notifica
del relativo avviso.

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