23/09/03
Quando la valutazione dell’immobile non è automatica
La Sez. Trib. della Corte di Cassazione ha ribadito di recente che gli
uffici fiscali sono legittimati a procedere all’accertamento in rettifica –
sulla base degli elementi di valutazione derivanti dal comune commercio, e
c.d. venali – di valori dichiarati in un atto di trasferimento immobiliare,
quando l’immobile stesso sia privo di rendita, non essendo infatti in tal
caso invocabile la valutazione automatica (capitalizzazione della rendita
catastale aggiornata).
E però, attenzione, questo principio – precisa la Suprema Corte – deve
ritenersi applicabile anche nell’ipotesi in cui all’immobile sia stata
bensì attribuita una rendita, ma su dati di fatto e giuridici difformi da
quelli risultanti dalla certificazione catastale, come nel caso, ad
esempio, di modifiche apportate ad unità immobiliari successivamente
“condonate” , perché tale fattispecie rientra in quella, più generale,
dell’assenza (originaria) della rendita.

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!