09/09/2003
Diventa reato l’e-mail anonima

Il Garante della privacy ha emanato un provvedimento che dichiara
illegittime le e-mail anonime, cioè prive di mittente. Il fenomeno è ormai
dilagante e fastidioso e viene comunemente chiamato spamming: troviamo la
nostra casella di posta elettronica intasata di messaggi pubblicitari, di
tentativi di vendite dirette , di moduli per il compimento di ricerche di
mercato, di comunicazioni commerciali interattive, ecc. , senza che il
titolare della casella abbia minimamente dato il suo consenso.
Il mittente dovrà invece ora indicare il proprio nome e cognome (o
denominazione) con l’indirizzo “fisico” (e non di semplice posta
elettronica) presso il quale il destinatario potrà esercitare i diritti
previsti dal Codice della privacy: accesso ai dati, aggiornamento,
opposizione al trattamento ecc..
Sarà anche obbligatorio indicare nell’oggetto del messaggio la sua
tipologia pubblicitaria e/o commerciale.
Bocciata inoltre qualsiasi proposta di black-list ove il soggetto doveva
iscriversi per manifestare il proprio dissenso a ricevere le e-mail
promozionali.
La regola non è più dunque il famoso silenzio-assenso, ma esattamente
quella contraria: bisognerà cioè esprimere il consenso.
In realtà il Garante della privacy non ha fatto altro, con questo
provvedimento, che anticipare di fatto il recepimento della direttiva
comunitaria “anti-spamming” n. 2002/58/CE non ancora formalmente avvenuto
da parte del nostro ordinamento.

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