22/08/03

Entra in vigore la “riforma-Biagi”.

Il Consiglio dei Ministri ha dunque approvato in via definitiva il
provvedimento che dà finalmente attuazione alla riforma del lavoro (v.
Sediva News del 30/06/2003, 14/06/2003 e 07/06/2003).
Una gestazione durata due anni, non scevra di polemiche, ma le nuove norme
hanno questa volta visto la luce e diventeranno “operative” dal prossimo
settembre.
Ecco, comunque, alcune delle novità in arrivo.
– Lavoro a progetto: il contratto di collaborazione coordinata e
continuativa (co.co.co.), così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi,
diventa una figura circoscritta soltanto: a) alle prestazioni svolte da
organi di amministrazione o di controllo di società commerciali; b)
all’attività di partecipazione a collegi o commissioni (ordini
professionali, commissioni di vigilanza, ecc…); c) agli atleti e agli
altri collaboratori iscritti od operanti per società sportive
dilettantistiche affiliate ad una federazione nazionale (calciatori,
golfisti, massaggiatori, ecc…); d) alle prestazioni svolte ad di fuori di
un rapporto di lavoro dipendente da parte di pensionati di vecchiaia; e)
all’esercizio di professioni intellettuali che richiedono l’iscrizione ad
un albo, semprechè non si tratti di attività svolta nell’ambito di un
rapporto squisitamente professionale (il farmacista che espleta il
servizio notturno potrebbe perciò rientrare ancora nella co.co.co. …).
Per tutte le altre prestazioni di lavoro autonomo , invece, la co.co.co.
va davvero “in pensione”, come già da noi anticipato a suo tempo, per
essere sostituita da un nuovo modello di rapporto che deve essere però
ricondotto ad uno o più specifici progetti (o programmi) di lavoro, o a
fasi di essi, determinati dal committente e gestiti autonomamente dal
collaboratore in funzione del risultato. Il rapporto deve inoltre essere
necessariamente formalizzato per iscritto, con l’indicazione della durata
delle prestazioni, del corrispettivo e dei criteri per la sua
determinazione, nonché dei tempi e delle modalità di pagamento. E in
nessun caso può rientrarvi la prestazione di lavoro occasionale.
Infine, precisa la legge di riforma, il contratto a progetto, ove privo
di un vero … progetto, si trasforma ipso jure in un rapporto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del
rapporto stesso.
– Contratto di inserimento: sostituisce il vecchio contratto di formazione
lavoro e riguarda i giovani con un’età compresa tra i 18 e i 29 anni, i
disoccupati di lunga durata fino a 32 anni, le donne residenti in “aree
svantaggiate” ed i lavoratori con più di 45 anni che hanno perso il
posto; si tratta di un contratto di lavoro subordinato che mira a
consentire l’ingresso o il reinserimento in un’azienda del lavoratore,
adeguando le sue competenze alle mansioni da svolgere mediante un
progetto individuale approvato dal lavoratore; esso avrà una durata
minima di 9 mesi e massima di 18 mesi; e sarà anche qui necessaria la
forma scritta, in assenza della quale il contratto dovrà ritenersi nullo
e il rapporto di lavoro considerato, altresì in tale circostanza, come
costituito a tempo indeterminato.
– Contratto a chiamata: riguarda quelle prestazioni con carattere
discontinuo ove il lavoratore si mette a disposizione di un datore di
lavoro e ne attende appunto la chiamata; per tutto il tempo in cui il
lavoratore garantirà la sua disponibilità all’occupazione, gli spetterà
un’indennità ulteriore oltre alla retribuzione per le ore effettivamente”
lavorate”
– Contratto di lavoro ripartito o a coppia: qui due o più persone
condividono un contratto di lavoro a tempo pieno e assumono solidalmente
l’obbligo di adempiere (naturalmente, l’obbligazione lavorativa resta in
questi casi unica).
– Staff leasing: è un modello avanzato del lavoro interinale consistente
nella fornitura regolata di prestazioni lavorative.
– Part time: sarà possibile variare la distribuzione dell’orario di lavoro,
ma bisognerà attendere la contrattazione collettiva.
– Prestazioni occasionali: per essere considerati tali, essi dovranno avere
una durata complessiva non superiore a trenta giorni “lavorati” nello
stesso anno solare e nell’interesse dello stesso committente, ed il
compenso complessivamente percepito non dovrà superare i 5.000 euro
annui; chi vorrà utilizzare occasionalmente una persona per lavori
domestici, insegnamento privato, giardinaggio, manutenzione di edifici,
realizzazioni di manifestazioni ed eventi e collaborazioni e per lavori
connessi all’emergenza derivante da calamità o per motivi di solidarietà,
potrà assicurarsi la prestazione acquistando un carnet di buoni orari del
valore di 7,5 euro l’uno. Il prestatore di lavoro riceverà dagli enti o
le società concessionarie un compenso unitario di 5,8 euro, al netto
degli oneri contributivi (tale importo è esente da qualsiasi imposizione
fiscale).
– Collocamento: arrivano le agenzie per il lavoro; si tratta di strutture
private polifunzionali che punteranno alla mediazione tra domanda e
offerta di lavoro senza oneri per il lavoratore.
– La borsa on line: internet diventa la corsia preferenziale per favorire
l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; verrà creata una banca dati
on line aggiornata dagli enti pubblici e privati accreditati con lo scopo
di favorire l’ingresso nel mercato e il reclutamento di manodopera; tutti
potranno accedere liberamente per consultare questa “borsa continua
nazionale del lavoro”.
I vecchi contratti di collaborazione coordinata e continuativa in essere e
che non possono essere ricondotti ad un progetto (come sopra chiarito), o
ad una fase di esso, resteranno validi ed efficaci fino alla loro scadenza,
ma, in ogni caso, non oltre un anno dalla data di entrata in vigore della
riforma, e quindi fino a settembre 2004.
Per quel che riguarda, da ultimo, i contratti di associazione in
partecipazione con apporto di lavoro, il legislatore sembra al momento
preoccupato soltanto di tutelare quei rapporti ove non vi sia un’effettiva
partecipazione lavorativa dell’associato e/o un’adeguata erogazione
economica, prevedendo infatti – a favore degli associati – il diritto ai
trattamenti contributivi, economici e normativi stabiliti dalla legge e dai
contratti collettivi di lavoro subordinato inerenti allo stesso settore di
attività.
Su tutti questi argomenti torneremo naturalmente in seguito.

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