05/08/2003 – Vendita ad IVA agevolata e ventilazione – QUESITO
Poiché da accordi regionali con la ASL è prevista la vendita di alcuni
prodotti ad Iva agevolata (compro con aliquota IVA 20% e vendo con
aliquota 4%) sorgono dei problemi per il calcolo dell’ammontare dell’Iva
incassato e di conseguenza per la somma da liquidare.
Sottoponendo a ventilazione anche gli importi delle fatture relative alle
vendite da me effettuate ad Iva agevolata , otterrò un valore di Iva media
maggiore del reale e pertanto risulterà che io abbia incassato più Iva
di quella realmente introitata.
Ritengo quindi che gli importi delle fatture ad Iva agevolata non debbano
essere conteggiati nel calcolo dell’Iva media. Vorrei pertanto il Vostro
parere.

Il metodo della ventilazione consiste, come si sa, nell’annotare i
corrispettivi senza distinzione per aliquote e ripartire l’ammontare degli
stessi, ai fini dell’applicazione delle diverse aliquote, in proporzione
agli acquisti di beni destinati alla rivendita, che devono pertanto essere
annotati distintamente dagli acquisti di altri beni e servizi.
La ventilazione dell’ammontare globale dei corrispettivi di vendita deve
essere eseguita, in ciascun periodo di liquidazione (mese o trimestre)
dell’imposta, in base all’ammontare progressivo degli acquisti effettuati
dal 1 gennaio fino al termine del periodo di liquidazione.
Le vendite effettuate con emissione di fattura devono essere annotate
distintamente nel registro dei corrispettivi e per esse resta fermo
l’obbligo della distinzione per aliquota.
L’imposta relativa deve essere cumulata, ai fini della liquidazione, con
quella scorporata dai corrispettivi delle altre operazioni effettuate e
ventilate in proporzione agli acquisti.
Pertanto, analizzando la singola operazione consistente nell’acquisto con
IVA al 20% e vendita con fattura con IVA al 4%, emerge una evidente
neutralità fiscale: verso più IVA al mio fornitore, che comunque porterò in
detrazione, e ne incasso di meno dal cliente, generando così, in astratto,
un credito d’imposta.
Il problema insorge invece qualora gli acquisti di merce con IVA al 20%
subiscano un incremento consistente: nel calcolo ponderato dell’aliquota
media sugli acquisti, da applicare come scorporo sulle vendite, aumenta
infatti il “peso” dei beni con IVA al 20%, generando cosi’ un innalzamento
dell’aliquota media.
La ventilazione (purtroppo) funziona in questo modo, nel bene e nel male.
Né, d’altro canto, è possibile estrapolare questi acquisti dal calcolo e
neppure chiedere l’applicazione dell’aliquota ridotta all’atto
dell’acquisto.
L’unica “scappatoia” sarebbe quella di rinunciare al metodo della
ventilazione optando per quello “ordinario” , consistente nella
distinzione – già nel registratore di cassa – dell’aliquota IVA per ogni
prodotto al fine di effettuare la separata contabilizzazione: sistema però
assolutamente sconsigliabile per l’eccessivo dispendio di tempo e di
energia lavorativa , e anche ovviamente fonte di numerosi errori.

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