18/07/2003 – venerdì

Vendo la farmacia nel 2003 o nel 2004? QUESITO

Intendo vendere la farmacia, ma non ho ancora deciso se effettuare la
cessione già quest’anno (come vorrebbe l’acquirente) o nel corso del 2004,
come preferirei per ragioni organizzative. Desidererei sapere se la scelta
tra le due soluzioni è indifferente o meno ai fini della tassazione della
famosa plusvalenza –

L’art. 1 del D. Lgs. 358/97 prevede oggi la tassazione al 19% della
plusvalenza conseguente alla cessione di un’azienda posseduta da almeno tre
anni, anche se questa è una condizione che, per la farmacia, si realizzata
praticamente sempre considerato che la sua cessione può essere effettuata
soltanto dopo il decorso di un triennio dal conseguimento della titolarità
(salvo il caso di decesso del titolare).
Ora, questa norma resterà sicuramente in vigore per tutto quest’anno, e
dunque, ove la cessione avvenga nel corso del 2003, all’atto del pagamento
del tributo (giugno o luglio 2004) Lei potrà calcolare e versare (in
unica soluzione) l’imposta c.d. sostitutiva del 19% dell’intero valore di
avviamento e dei beni strumentali che figurerà nell’atto di cessione
(ovvero, del 19% della sola eccedenza di quel valore rispetto all’importo
ancora da ammortizzare, nel caso in cui la cessione sia effettuata quando
l’avviamento e i beni strumentali “pagati” a suo tempo dal cedente non
risultino ancora interamente ammortizzati, perché, non dimentichiamolo, si
tratta pur sempre di imposte su una plusvalenza).
Ed invece, a decorrere dal 1° gennaio 2004, e semprechè il Governo
confermi l’entrata in vigore dal prossimo anno del “secondo modulo” della
riforma tributaria, quell’imposta sostitutiva sarà abolita e la plusvalenza
dovrà essere in tal caso sommata a tutti i redditi conseguiti nell’anno
stesso della sua realizzazione, con la conseguente applicazione (anche
sulla plusvalenza, pertanto), dell’aliquota ordinariamente applicabile, pur
se le aliquote d’imposta dovrebbero essere ridotte tra non molto (ma
probabilmente non dall’1.1.2004) al 23% per redditi fino ad € 100.000,00
e al 33% per quelli eccedenti.
In conclusione, la scelta che Lei dovrà fare potrebbe non risultare affatto
del tutto neutra, almeno sul piano dei tributi dovuti a seguito della
cessione.

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