27/06/2003

Le farmacie sempre nel mirino dell’Antitrust.

Ancora una volta il dito di Tesauro è puntato sulle norme eccessivamente
restrittive che, secondo l’Autority, regolerebbero l’esercizio di alcune
attività, impedendo il corretto svolgersi della concorrenza e danneggiando,
in ultima analisi, i consumatori.
La lista di Tesauro è lunga e comprende, ad esempio, anche i servizi
finanziari, i taxi, i distributori di carburanti, ecc… e, naturalmente , le
farmacie; e pertanto, aggiunge, “è tempo che i principi concorrenziali
trovino adeguata considerazione nei progetti di riforma”, perché “la
protezione e la conservazione sono ostacolo all’innovazione e limitazione
delle opportunità”.
Dare il giusto spazio alla concorrenza, del resto, conclude Tesauro, “ non
significa anteporre gli affari all’etica, alla responsabilità sociale, alla
protezione dei più deboli. E’ invece l’opposto. La concorrenza amplia le
opportunità per tutti agganciando l’avanzamento dei singoli e la crescita
delle imprese al criterio del merito e non al privilegio”.
Per le farmacie, come ben sappiamo, il refrain è questo ormai da tempo, ed
i farmacisti sono abituati a sentirlo evocare quasi quotidianamente, senza
per questo scomporsi più di tanto. Una volta in più, dunque, non toglierà
probabilmente il sonno a nessuno.

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