09/06/2003

Il padre titolare di farmacia, un figlio farmacista e l’altro architetto –
QUESITO

Ho un figlio farmacista idoneo, mentre l’altro figlio svolge tutt’altra
attività (è un architetto).
Il mio patrimonio, in sostanza, è costituito soltanto dalla farmacia e da
un immobile che però è di valore ben inferiore a quello della farmacia.
Vorrei donare l’esercizio al primo figlio e l’immobile al secondo, ma così
facendo si realizza naturalmente una disparità di trattamento tra i due
figli che non saprei come colmare.

Presumendo che Lei non abbia disponibilità liquide sufficienti a “coprire”
direttamente – magari soltanto in parte – quella differenza, la donazione
della farmacia al primo figlio dovrebbe essere gravata di un “onere modale”
(cioè di un “peso” che diminuisce il valore della liberalità) consistente
nell’obbligo del donatario di versare al fratello una somma di denaro, che
– considerata nel rapporto tra Lei e quest’ultimo – si presenterebbe come
una “donazione indiretta”.
E, per la migliore “quadratura” della vicenda, questo importo dovrebbe
essere pari alla metà della differenza tra il valore della farmacia e
quello (commerciale, non catastale) dell’immobile.
In tal modo, infatti, il valore della donazione si riduce esattamente
dell’ammontare che il figlio farmacista assume l’obbligo di corrispondere
al fratello, il quale – a propria volta – viene così ad “arricchirsi”, per
effetto appunto della “donazione indiretta”, dell’importo corrispondente.
Un esempio chiarirà meglio la soluzione prospettata.
Valore della farmacia = 1000; valore dell’immobile = 200; onere modale
imposto dal padre al primo figlio e a favore del secondo = 400; valore
finale della donazione di farmacia = 600 (1000-400); valore donato
direttamente ed indirettamente al secondo = 600 (200+400).
Ecco dunque raggiunta la parità tra le due complessive attribuzioni
liberali.
Diversa potrebbe essere però la conclusione laddove (il quesito questo non
lo chiarisce) l’immobile fosse proprio il locale della farmacia, perché in
tale evenienza sarebbe forse preferibile (le ragioni sono intuitive)
donare anch’esso al figlio farmacista, costringendo però quest’ultimo ad
un riequilibrio per lui più oneroso e, ovviamente, di maggior consistenza
per il fratello.

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!