06/06/2003

Sui compensi del Presidente di Circoscrizione elettorale – QUESITO

Sono un farmacista che nel 2000 ha svolto l’incarico di Presidente di
Circoscrizione, il cui compenso di quasi 1.500 euro si somma però al mio
reddito d’impresa, comportando naturalmente un notevole rialzo delle
imposte dovute. E però, considerati i numerosi oneri legati a questo
incarico (incontri conviviali con gli elettori, donazioni in denaro a
scuole, ecc..), vorrei sapere se mi è consentito o meno detrarre queste
spese .

L’indennità che viene percepita per l’incarico di Presidente di
Circoscrizione elettorale costituisce un autentico reddito da lavoro
dipendente e, come tale, non si fonda sul meccanismo “ricavi meno costi
uguale guadagno”, che è invece tipico dell’attività d’impresa e/o di
lavoro autonomo svolta “sotto” una partita IVA, come, ad esempio, la
farmacia.
Ora, come sappiamo, è estranea al reddito da lavoro dipendente la
deducibilità analitica dei costi, perché vi inerisce una detrazione
forfettaria direttamente dall’imposta, che peraltro è inversamente
proporzionale all’aumentare del reddito: si va, esattamente, da un massimo
detraibile di 1.146,53 euro per redditi di lavoro dipendente (con il
“tetto” , tuttavia, di 6.197,00 euro) ad un minimo di 51,65 euro che è
l’importo spettante per retribuzioni superiori a 51.646,00 euro.
Questi valori rappresentano ovviamente i due estremi, ma bisogna tener
conto che esistono ben 20 valori intermedi di detraibilità per
altrettante fasce di reddito, sempre da lavoro dipendente .
Il tutto va poi parametrato ai giorni di lavoro svolti nell’arco dell’anno.
Con specifico riguardo al quesito, dunque, la risposta non può purtroppo
che essere negativa.

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