15.05.2003

Sulle ricette incombe ora anche la privacy.

Il Consiglio dei Ministri ha varato il Testo Unico sulla privacy che, dopo
aver ricevuto il parere favorevole delle Commissioni parlamentari e del
Consiglio di Stato, dovrebbe entrare in vigore dal I gennaio 2004.
L’obiettivo sarebbe, almeno “sulla carta”, quello di semplificare l’intera
normativa (per la verità, fin troppo pervasa, specie nel nostro Paese, di
formalismi), riducendo il più possibile gli adempimenti sia per i privati
che per la pubblica amministrazione, e concentrando le norme in un testo
unico così da eliminare almeno un terzo dei provvedimenti in vigore
sulla materia.
E, tra le novità, c’è anche quella che estende la privacy alle
prescrizioni di farmaci imponendone in principio l’anonimato.
Senonchè, per le ricette a carico del SSN, le generalità e l’indirizzo
dell’assistito dovrebbero essere semplicemente nascoste mediante una
fascetta sovrapposta, in modo che, in caso di necessità (come, ad esempio ,
quella di dover controllare la correttezza della prescrizione per fini
epidemiologici o per verifiche amministrative), il farmacista potrà sempre
rimuovere la fascetta e accedere pertanto anche alle generalità del
paziente.
Per le prescrizioni di farmaci non a carico del SSN , cioè per le ricette
“bianche”, i dati dell’assistito non potranno invece essere in alcun modo
indicati se non quando ricorrano speciali esigenze di prevenzione
sanitaria o simili.

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