13.03.2003

Il condono della Tarsu e degli altri tributi locali – QUESITO

Nella mia città stanno pervenendo numerosi avvisi di pagamento della tassa
rifiuti, come se i condoni previsti dalla Finanziaria non riguardassero
affatto questi tributi. È proprio cosi?

In realtà, come abbiamo più volte chiarito, i tributi locali sono estranei
ai condoni inclusi nella Finanziaria 2003, riguardando essi soltanto,
infatti, la definizione dei rapporti tributari con l’Amministrazione
finanziaria dello Stato.
Invece, ed è noto, la Tarsu, come pure l’imposta di pubblicità ed altri
balzelli comunali, sono gestite direttamente dalle Amministrazioni locali,
e pertanto non sono definibili in modo immediato con le figure di
sanatoria ora introdotte.
A questo principio generale deroga soltanto l’Ici relativa al 1993, in
quanto, limitatamente appunto a quell’anno, la gestione dell’imposta
competeva agli uffici erariali, cosicché, ove il contribuente abbia
ricevuto avvisi di liquidazione, avvisi di rettifica delle dichiarazioni ,
accertamenti, ecc…, riferiti all’Ici 1993 ed abbia però, attenzione,
impugnato il provvedimento dinanzi alle Commissioni tributarie, egli
potrebbe oggi definire anche questa specifica “lite pendente”.
Ma, sia per l’Ici relativa alle annualità diverse dal 1993, che per gli
altri tributi comunali, l’art. 13 della Legge Finanziaria ha delegato
proprio i comuni ad emanare “condoni locali” prevedendovi l’esclusione o
la riduzione di sanzioni e/o interessi per chi intenda chiudere
spontaneamente la pendenza.
Il Comune di Milano, ad esempio, si è già attivato in questo senso, varando
un provvedimento diretto al recupero dell’Ici e della Tarsu riguardanti il
periodo 1997/2001, con l’abbuono di interessi e sanzioni.
Naturalmente c’è da credere che ben presto l’esempio sia seguito anche
dagli altri comuni italiani.

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