26.02.03
Un modo di scioglimento della società ereditaria – QUESITO

Insieme ai miei fratelli ho ereditato la farmacia di un nostro genitore,
che abbiamo gestito insieme per quasi dieci anni, ed è perciò giunto il
momento di trasferirla.
Io però sono a mia volta titolare di altra farmacia (di cui non intendo
privarmi) e quindi non me la posso intestare, ma vorrei rilevare le quote
ereditarie dei miei fratelli, “parcheggiare” la farmacia ereditata a
persona di mia fiducia per poi far sì che ne possa un domani assumere la
titolarità uno dei miei figli.

I Suoi sembrano programmi ben chiari, e neppure troppo difficili da
realizzare, salva la delicatezza di questi “parcheggi” di farmacie, che
infatti, ove si risolvano – come non di rado avviene – nel ricorso ad un
mero “prestanome”, finiscono talvolta per dar vita a rapporti nulli perchè
sostanzialmente contrari a norme imperative di legge (sappiamo tutti, del
resto, come la normativa farmaceutica impedisca dichiaratamente qualsiasi
scissione tra titolarità della farmacia e proprietà dell’azienda
sottostante), e dunque impongono sicuramente mille cautele sotto numerosi
profili.
In ogni caso, il progetto può essere così articolato:
a) acquisto dai Suoi fratelli delle loro quote della società ereditaria
(tra Voi insorta al momento del decesso del genitore), e indipendentemente
dall’avvenuta sua regolarizzazione, perché (per evitare contestazioni
dell’Amministrazione finanziaria) è preferibile fiscalmente che l’acquisto
abbia comunque per oggetto le quote di una società (di persone) sia pure
di fatto (sul piano del diritto successorio, invece, la vicenda potrebbe
tranquillamente riguardare anche le semplici quote di comproprietà della
farmacia ereditata);
b) cessione della farmacia, da parte della società (avente ormai Lei come
unico socio), a favore del farmacista “prescelto”, meglio se con pagamento
da parte di questi di una parte, pur modesta, del prezzo di cessione;
c)scioglimento della società ereditaria, senza procedere ad una vera e
propria liquidazione (perchè l’esercizio sociale è stato ceduto con tutte
le attività e passività), e successiva assegnazione all’unico socio del
credito vantato nei confronti del terzo acquirente quale saldo prezzo;
d) conferimento da parte Sua di tale credito in un’associazione in
partecipazione con il cessionario della farmacia;
e) contratto preliminare di acquisto con quest’ultimo, ovviamente anche per
persona da Lei nominata a tempo opportuno (uno dei Suoi figli, ad esempio),
con la previsione di una compensazione tra il corrispettivo di questa
seconda cessione e la restituzione del capitale (cioè del credito) da Lei
apportato.
Questo, in sintesi, uno dei “percorsi” possibili per raggiungere
l’obiettivo, e perciò se ne possono individuare anche altri non meno
soddisfacenti.

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