10.02.03

La Camera approva gli emendamenti alla Finanziaria 2003.

Il disegno di legge di conversione del dl n. 282/02 (è il famoso decreto
legge di sostegno alla Finanziaria 2003) è passato dunque a Montecitorio,
ed è pertanto il caso di farvi il punto (con precipuo riguardo, ora, al
tema dei condoni), raccomandando però di leggere questa “news” con uno
sguardo anche alla Sediva News del 27/01/2003, senza quindi dimenticare
che, in caso di contrasto tra i due commenti, prevale ovviamente quello
odierno.

Concordato

Questo tipo di definizione automatica riguarda soltanto il reddito di
impresa o di lavoro autonomo, con esclusione dunque degli altri redditi,
come quelli di fabbricati, di capitale, ecc., purché, da un lato, i ricavi
non superino i dieci miliardi delle vecchie lire, e , dall’altro, siano
applicabili gli studi di settore.
Per coloro che sono “congrui” e “coerenti” rispetto agli studi di settore,
il costo della sanatoria é di euro 300,00, mentre per chi è “congruo”, ma
non “coerente”, il prezzo della definizione sale ad euro 600,00.
I “non congrui”, invece, devono adeguarsi al reddito indicato dagli studi
di settore, ma con un “minimo di integrazione” – di reddito imponibile,
ovviamente – di euro 600,00 per le persone fisiche e di euro 1.500,00 per
gli altri soggetti.
E però, oltre alle imposte dovute in base alla detta integrazione, il
contribuente deve anche versare l’importo fisso di euro 3000,00.
Il concordato non consente, infine, di “rottamare” le scorte, né di
correggere le scritture contabili.
Condono
Il condono (“tombale”) deve essere chiesto per tutti i periodi d’imposta
compresi tra il 1997 e il 2001, e anche separatamente dall’eventuale
condono dell’imposta sul valore aggiunto.
Le somme richieste per la sanatoria ammontano all’8% delle imposte
(lorde) fino ad euro 10.000,00, al 6% dell’ammontare di imposte (lorde)
compreso tra euro 10.000,00 ed euro 20.000,00, e al 4% per l’ammontare di
imposte ulteriormente eccedente.
Il versamento deve però rispettare delle “soglie” che vanno da un minimo
di euro 100,00 a un massimo di euro 600,00 secondo gradualità previste
dalla natura dei redditi dichiarati e dall’ammontare dei ricavi o dei
compensi risultanti dall’attività d’impresa o professionale.

“Nuovo” condono

Continuiamo a chiamarlo “nuovo”, proprio perché introdotto soltanto con
gli emendamenti al decreto legge: esso riguarda i soggetti che hanno
dichiarato ricavi o compensi in misura corrispondente a quanto previsto
dagli studi di settore, e dunque sono “congrui” e “coerenti”: costoro
possono versare 500,00 euro per ogni annualità, così definendo anche i
redditi diversi da quello d’impresa e/o di lavoro autonomo.
I soggetti che hanno invece dichiarato ricavi o compensi “congrui”, ma non
“coerenti”, effettuano la definizione automatica versando 700,00 euro per
ciascuna annualità.
In ogni caso, il versamento di 500,00 o 700,00 euro definisce anche
l’Iva.
Questo condono, infine, consente di correggere le scritture contabili e
“rottamare” le scorte.
Le perdite fiscali
E’ ammesso il riporto delle perdite nell’anno 2002, soltanto però – come
abbiamo già ricordato – ove derivino dall’applicazione della Tremonti
bis.
Le altre perdite, pertanto, non sono ammesse in deduzione nel caso di
condono “tombale”.
La novità assoluta riguarda invece la possibilità di salvare il riporto,
versando un’imposta pari al 10% delle perdite diverse da quelle appunto
generate dall’applicazione della Tremonti bis.

Dichiarazione integrativa

E’ una sanatoria che, come ormai sappiamo bene, consente ai contribuenti
di integrare le dichiarazioni per il periodo 1997/2001, presentando
eventualmente anche quelle del tutto omesse, rispettando però un minimo di
versamento pari ad euro 300,00 per ogni periodo d’imposta.

Rientro di capitali dall’estero

La regolarizzazione è consentita, per le sole persone fisiche, anche con
riguardo alle attività rimpatriate prima del 1° gennaio 2003 e in ogni
caso fino al 30 giugno 2003: si versa una somma pari al 2% delle somme
stesse, purché l’emersione sia regolarizzata entro il 16 aprile 2003.
Per il periodo successivo, cioé dal 16 aprile al 30 giugno 2003, l’imposta
dovuta sale al 4%.
Omessi versamenti
Coloro che non hanno provveduto alla liquidazione delle imposte, ivi
comprese quelle ritenute in acconto ai terzi, derivanti da dichiarazioni
annuali presentate entro il 31/10/2002 possono versare le imposte o le
ritenute stesse senza applicazione di sanzioni o di interessi.
Se i tributi non pagati sono iscritti in ruoli già emessi, le sanzioni non
sono dovute soltanto con riguardo alle rate non ancora scadute alla data
del 16/4/2003.
Per beneficiare di queste agevolazioni l’interessato è tenuto però a
presentare in via telematica una richiesta di sgravio.

Accertamenti, verbali, PVC

Se notificati dopo il 31.12.2002, essi sono privati di qualunque efficacia
ove il contribuente provveda a presentare domanda di condono “tombale” (v.
sopra).

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