28/01/03
Interventi a raffica sul d.l. connesso alla Finanziaria 2003

Come abbiamo anticipato ieri, sul d.l. 282/02 la Commissione Finanze della
Camera ha approvato una pioggia di proposte di emendamenti (sempre in sede
di discussione della legge di conversione), sui quali, specie per gli
importanti profili fiscali coinvolti, è dunque il caso di fare il punto,
passandoli in rassegna “per materia”, ma rinviando il lettore, per un esame
comparato con i testi approvati il 24/12/02 (Legge Finanziaria e decreto
legge di supporto), alla nostra analisi “La Finanziaria dalla A alla Z” (v.
le news dal 16 al 23 gennaio 2003).
Ricordiamo che questi emendamenti, perlomeno negli auspici governativi,
dovrebbero fruttare un gettito complessivo di 10 miliardi di euro (circa
20.000 miliardi delle vecchie lire), contro gli 8 mila attesi per effetto
delle norme precedentemente licenziate.
Concordato per i titolari di partita IVA
Il concordato resta confermato su una base di 300 euro l’anno per i
contribuenti “congrui” e “coerenti” in base agli studi di settore e ai
parametri, ma con esclusivo riguardo ai redditi di impresa e/o
professionali.
La scadenza è sempre fissata al 20 di giugno 2003.
Condono “tombale” per i titolari di partita IVA
E’ una nuova figura di condono.
I soggetti che hanno dichiarato ricavi e/o compensi in linea con gli studi
di settore, perciò “congrui” e “coerenti”, possono accedere a questo nuovo
condono “tombale” automatico versando euro 500 per ogni annualità, per un
massimo di euro 2.500 per l’intero quinquennio 1997/2001. Qui la sanatoria
investe però anche i redditi diversi da quelli di impresa o professionali e
si pone dunque a tutti gli effetti come un modo sostanzialmente “estintivo”
dei rapporti con l’Amministrazione Finanziaria, anche per quanto riguarda
l’IVA.
Per chi ha invece dichiarato ricavi e/o compensi “congrui” ma non
“coerenti”, c’è la possibilità di accedere alla definizione automatica
(sempre “tombale”) pagando euro 700 per annualità e per un massimo di euro
3.500 per il quinquiennio.
Il termine di scadenza è il 16 aprile 2003.
A questi contribuenti è inoltre consentito “rottamare” il valore delle
scorte integrandole al 1 gennaio 2002, e con il versamento di un’imposta
del 6% sulla differenza, ovvero riducendole fino alla concorrenza dei
valori effettivi senza però alcun onere aggiuntivo.
Condono tombale per tutti i soggetti
Si prevedono sensibili riduzioni alle aliquote di costo attualmente
previste – che sono del 18,16% e 13% – le quali sono infatti sostituite,
rispettivamente, dall’8% (fino all’ammontare di euro 10.000 della singola
imposta originariamente pagata), dal 6% (sull’importo compreso tra euro
10.000 e euro 20.000 di imposta) e dal 4% (sull’importo eccedente i 20.000
euro).
Resta ferma la sanatoria per l’IVA (tuttora separata da quella per le
imposte sui redditi) e sempre nella misura del 2% dell’IVA sulle vendite
più il 2% dell’IVA sugli acquisti.
Per il condono tombale c’è infine la soglia massima di euro 100.000 per
ciascuna annualità: più di questo, perciò, i titolari di redditi di impresa
o di lavoro autonomo non possono versare.
Anche qui i termini scadono il 16 aprile 2003.
Dichiarazione integrativa dei redditi
Ferma anche in questo caso la scadenza del 16 aprile 2003, l’unica novità
al riguardo concerne la previsione di un pagamento minimo di euro 300.
Rottamazione delle scorte
Questa diventa una facoltà circoscritta a coloro
che producono domanda per il condono tombale, o presentano la dichiarazione
integrativa; non potrà dunque più “rottamare” chi si avvarrà del “semplice”
concordato (v. sopra).
Società di persone
In caso di dichiarazione integrativa presentata da una snc o da una sas (e
le farmacie costituite in società di persone sono numerose), i suoi soci
riceveranno entro il 16 maggio 2003 la comunicazione dell’avvenuta
integrazione dei redditi della società e dovranno pertanto presentare, a
loro volta, la propria dichiarazione integrativa entro il successivo 16
settembre.
Riporto perdite in contabilità ordinaria
Coloro che accedono al condono tombale o al concordato non possono
riportare le perdite maturate al 31/12/2001 in diminuzione del reddito
2002.
Se però la perdita dipende dall’applicazione della Tremonti bis, il riporto
è consentito ma fino alla concorrenza della detassazione derivante
dall’agevolazione.
Liti pendenti già discusse in Commissione Tributaria o pendenti in
Cassazione
Queste controversie, ove il loro valore superi i 2.000 euro, si definiscono
in modo diverso secondo il loro grado di giudizio e/o l’esito.
Se il contribuente è stato soccombente, ad esempio in primo grado, dovrà
versare il 50% del valore della lite; se a soccombere è stata invece
l’Amministrazione finanziaria, egli se la cava con il 10%.
Le somme dovute vanno versate entro il solito 16 aprile.
Liti pendenti ancora non discusse in Commissione Tributaria
La definizione di tali controversie costa invece il 50% delle maggiori
imposte pretese dal Fisco, anche se viene naturalmente meno, in questo
caso, l’obbligo di versare in via provvisoria una parte delle somme
richieste dall’Amministrazione Finanziaria che del resto, guardacaso,
ammontano per l’appunto al 50% delle maggiori imposte.
Ancora una volta il termine in scadenza è per il 16 aprile 2003.
Liti potenziali
In presenza di processi verbali di constatazione viene concesso ai
contribuenti la possibilità di accedere a tutti i tipi di condono purchè
sia stata preventivamente definita la lite.
Il costo della sanatoria Irpef si riduce dal 20% al 18% del maggior
imponibile accertato; per l’Irap e l’IVA, invece, è del 50% della maggiore
imposta pretesa.
I pagamenti vanno effettuati sempre entro il 16 aprile 2003.
Versamenti rateali
Vengono ridotti i tempi per i versamenti rateali (ammessi comunque oltre
una determinata soglia di imposta): le rate scadrebbero ora al 16 aprile
2003, al 30 novembre e al 20 giugno 2004.
La rateazione è consentita, a domanda, soltanto quando le imposte dovute a
seguito della sanatoria ammontino almeno a 3.000 euro per le persone
fisiche ed a 6.000 euro per gli altri soggetti, in luogo dei 2.000 euro
originariamente previsti dalla Finanziaria (qui, pertanto, la modifica
sarebbe peggiorativa per il contribuente).
Gli importi rateizzati saranno maggiorati dell’interesse legale del 3%.
Condono per le imposte di registro
La sanatoria si attua, in questo caso, incrementando del 25% il valore
dichiarato (e pagando naturalmente la relativa imposta), a condizione
tuttavia che non sia stato notificato avviso di rettifica o liquidazione di
una maggiore imposta entro il 1 gennaio 2003.
Il termine per la presentazione dell’istanza è naturalmente il 16 aprile
2003.
Sconti sulle cartelle di pagamento
Per i ruoli affidati dall’Amministrazione Finanziaria alle Concessionarie
dei tributi entro il 31 dicembre 2000, è previsto uno sconto del 75%
dell’importo richiesto a titolo di imposte, sanzioni e interessi.
In particolare, il Concessionario dopo il 2 marzo 2003 chiamerà i
contribuenti per far sottoscrivere un atto per la definizione agevolata con
il detto sconto del 75%.

Scudo fiscale
E’ consentito il rimpatrio delle somme esportate irregolarmente all’estero
anche da parte, come sappiamo, delle imprese.
L’imposta sostitutiva, già prevista in Finanziaria nella misura del 13% sui
maggiori valori inseriti in bilancio (a seguito dell’emersione delle
attività all’estero), verrebbe ora ridotta al 6%.
A questo proposito ricordiamo che è ancora in corso una sanatoria riservata
alle sole persone fisiche (sempre per il rimpatrio o la regolarizzazione
di valori posseduti all’estero), che costa il 2.5% fino al 16 aprile ed il
4% fino al 30 giugno.
Scontrini irregolari del registratore di cassa
Nel caso di accertamento della mancata emissione di uno scontrino fiscale,
seguita dalla notifica di verbale, l’Ufficio dovrà ora elevare formale
contestazione entro 90 giorni dalla data dell’infrazione.
Proroga dei termini dell’accertamento
I termini dell’accertamento vengono prorogati di due anni invece che di un
solo anno come previsto dalla Finanziaria: ne abbiamo parlato ieri.
Tremonti bis
La Tremonti bis é prorogata al 31/7/2003, ma soltanto per gli investimenti
nei comuni interessati dagli eventi calamitosi, per i quali, inoltre, ove
l’investimento abbia natura immobiliare, la proroga slitta addirittura al
31 dicembre 2004.
L’Iva e l’associazione in partecipazione con apporto di lavoro
Gli utili corrisposti agli associati in partecipazione con apporto di solo
lavoro sembra vengano ora espressamente esclusi dall’Iva (sul problema,
riaccesoci dopo decenni di silenzio a seguito di un’improvvisa, quanto
improvvida risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, v. Sediva News del
22/08/2002): una norma, questa, che sarebbe certo la benvenuta, perchè a
questo punto ormai necessaria se si vuole evitare un dispendioso quanto
inutile contenzioso.
Per oggi, può bastare.

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