04.12.2002
Ma l’istanza di condono è davvero una “confessione”?

Questa rischia seriamente di diventare un’autentica “vexata quaestio”,
perché nello spazio di un mese la Cassazione ha fornito due “letture” ben
diverse della domanda di sanatoria fiscale prodotta dal contribuente,
dapprima (sent. n.11239/02) ritenendo i dati ivi inseriti comunque
utilizzabili dal Fisco (anche se, evidentemente, per un accertamento
relativo a vicende estranee all’oggetto specifico del condono), per poi
(sent. n.12658/02) considerarli invece di per sé inidonei, o in ogni caso
insufficienti, a fondare su di essi un qualunque ulteriore provvedimento
a carico del contribuente.
Insomma, tuttora non possiamo sapere con ragionevole tranquillità quali
strade diverse potrà aprire all’Amministrazione finanziaria una domanda di
sanatoria, un interrogativo non di poco conto se consideriamo che nella
Finanziaria 2003 un condono fiscale, “tombale“ o meno, verrà sicuramente
introdotto.

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