News del 8/11/2002

Il punto sul “bonus”-assunzioni.

Nella Sediva News del 06/11/2002 abbiamo sommariamente ricordato il
contenuto del maxi-emendamento governativo alla Finanziaria 2003, di cui
però vogliamo qui approfondire questo particolare aspetto, tentando di
farvi il punto alla data di oggi.
Attualmente, dunque, il “bonus” maturato alla data del 7 luglio 2002 è
“congelato”, perché può essere utilizzato dal datore di lavoro in tre rate
e soltanto a partire dal 16 gennaio 2003. E almeno questo sembra certo.
Come accennato in news precedenti, inoltre, eventuali assunzioni operate
nel periodo compreso tra l’8 luglio 2002 ed il 31 dicembre 2002 consentono
ancora il riconoscimento del “bonus” (e nei soliti importi di € 413,17 e
di € 619,75 per le aziende ubicate nelle zone svantaggiate) ma soltanto se
l’assunzione riguardi un ultraventicinquenne che nel biennio precedente non
abbia lavorato a tempo indeterminato, e, soprattutto, rimpiazzi un altro
dipendente il cui rapporto di lavoro si sia interrotto nello stesso
periodo. Insomma, ricorrendo queste circostanze, il “bonus” spetta nelle
dette misure integrali e può proseguire per tutto il 2003.
Invece, laddove gli stessi datori di lavoro già “premiati” assumano, dal
01/01/2003, dipendenti ulteriori rispetto al numero degli occupati alla
data del 7/7/2002, incrementando così la base occupazionale, spetta loro
un credito d’imposta mensile di € 100,00, aumentato ad € 150,00 se il
lavoratore ha più di 45 anni, ovvero ad € 300,00 se l’assunzione é
effettuata nelle zone svantaggiate: e qui il “bonus”, pur così ridotto,
può essere “speso” addirittura fino al 31/12/2006.
Il “bonus” infine, negli stessi importi ora precisati, spetta anche per il
periodo 2004-2006 ai datori di lavoro già “premiati, e per il periodo
2003-2006 agli altri datori di lavoro (cioè ai “non premiati”), per ogni
assunzione che aumenti la base occupazionale rispetto – questa volta –
alla media calcolata per il periodo 1/8/01 – 31/07/02.
Senonchè, per maturare questo nuovo credito d’imposta (di 100 o 150 o
300 euro, secondo quanto già chiarito), il datore di lavoro deve comunque
inoltrare in via telematica al Centro operativo di Pescara un’istanza
preventiva e il credito potrà essere riconosciuto (e dunque “speso”) solo
dopo l’esplicito assenso del Centro trasmesso all’interessato entro 30
giorni dal ricevimento dell’istanza; e però, attenzione, se il Centro non
risponde, la domanda s’intenderà respinta, equivalendo il silenzio, in tal
caso, ad un rifiuto.
Non possiamo essere certi di avere qui fatto grandissima chiarezza su una
vicenda così aggrovigliata (come spesso accade quando i diversi fermenti
politici si muovono in vivo contrasto tra loro), e tuttavia, almeno in
questo momento, le sue grandi linee sembrano proprio quelle ora accennate.

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