28.10.2002 – Finalmente semplificato il recupero dei crediti.

E’ stato infatti ora approvato in via definitiva, e pubblicato sulla G.U.
(n. 249 del 23/10/02), il tanto atteso decreto legislativo (n. 231 del
9/10/02) che, in attuazione della direttiva comunitaria 2000/35/CE,
introduce norme di agevolazione a favore delle imprese creditrici di somme
di denaro nei confronti di altre imprese e/o di pubbliche amministrazioni
per effetto di transazioni commerciali, cioè di contratti che comportino
(soltanto o, anche, soprattutto) la consegna di beni o la prestazione di
servizi contro un corrispettivo.
Le farmacie, dunque, per quel che riguarda i loro rapporti con l’SSN, vi
rientrano a pienissimo titolo.
Il tema, per la verità, era stato da noi già affrontato in Piazza
Pitagora, n. 393, ma ora la legge ha un suo testo definitivo, e vale
pertanto la pena di riassumerne i punti per noi di maggior pregio ed
interesse:
– automaticamente (senza perciò la famosa “messa in mora” che tanto
ha fatto penare i farmacisti…) decorrono interessi “moratori” dal
giorno successivo alla scadenza del termine contrattualmente pattuito
per l’adempimento, ed è il caso, ovviamente, delle forniture alle ASL,
il cui pagamento è previsto dalla Convenzione al giorno 25 di ogni
mese; se invece non è contemplato alcun termine, gli interessi
decorrono, in linea di massima, dal trentunesimo giorno dalla data di
ricevimento della fattura ( o simile) da parte del debitore, ovvero,
se successiva, da quella di ricevimento delle merci;
– il debitore può tuttavia sottrarsi al pagamento degli interessi ove
dimostri che il ritardo nell’adempimento è derivato da causa a lui
non imputabile: e qui, speriamo che le ASL non inventino qualcosa….;
– le parti, è vero, possono convenire anche un termine superiore, e
quindi anche più favorevole al debitore, purchè però le condizioni
pattuite non si presentino gravemente inique per l’impresa
creditrice, perché in tal caso la clausola sarebbe nulla ;
– la misura di questi interessi moratori è comunque stabilita con un
riferimento piuttosto complicato, perché, secondo la legge, essa è
pari “al saggio di interesse del principale strumento di
rifinanziamento della Banca Centrale Europea applicato alla sua più
recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo
giorno di calendario del semestre considerato, maggiorato di sette
punti percentuali“ (sic!): il richiamo sarà pure “misterioso”, ma
questa maggiorazione di sette punti sembra in ogni caso
soddisfacente;
– l’impresa creditrice ha inoltre diritto al risarcimento del costo
sostenuto per recuperare la somma non liquidata, salva la prova
dell’eventuale maggior danno;
– le associazioni di Categoria – e questo è importante – sono
legittimate ad agire giudizialmente, a tutela degli interessi
collettivi che esse rappresentano, per l’adozione di tutte le misure
atte a correggere gli effetti dannosi delle violazioni accertate
(compresa la pubblicazione su quotidiani del provvedimento del
giudice);
– sono esclusi dall’area applicativa del decreto i debiti insinuati in
un fallimento, le richieste di interessi di ammontare inferiore a 5
euro ed i risarcimenti dei danni, inclusi quelli facenti carico ad
una compagnia assicurativa;
– le nuove norme, infine, si applicano ai contratti conclusi dall’8
agosto 2002 in poi, senonchè, sempre in ordine alle forniture alle
ASL, non si può qui guardare alla data di stipula della Convenzione
nazionale farmaceutica (che evidentemente è ben anteriore), ma
piuttosto alla sua natura di contratto ad esecuzione continuata,
cosicchè, a questi fini, dovrebbero rientrare nel decreto tutte le
cessioni di farmaci effettuate agli assistiti dal SSN a decorrere
appunto dall’8 agosto.
Ricordiamo, da ultimo, che il provvedimento entrerà in vigore, per la ben
nota ” vacatio legis”, il prossimo 7 novembre.

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!