News del 7/10/2002

La Finanziaria e le liti pendenti.

Nella Sediva News del 02/10/02 si è già ricordato che la “bozza” di
Finanziaria 2003 prevede anche la chiusura agevolata delle liti fiscali
pendenti avanti le Commissioni tributarie alla data del 29/9/2002.
Non possono dunque essere definite le controversie pendenti in Cassazione,
ma neppure quelle dove le imposte complessivamente considerate, con
esclusione però degli interessi e delle penalità, ammontano ad un importo
superiore ad € 20.000,00 per il singolo periodo di imposta.
L’agevolazione, tuttavia, riguarda comunque tutti i tributi, e quindi sia
quelli “diretti” (come l’Irpef, l’Irpeg, l’Irap), che quelli “indiretti”
(come il registro, la successione e l’Invim), ed è accessibile tanto alle
persone fisiche che alle società.
Le somme dovute per la chiusura della lite dovranno essere versate – entro
il 28/2/2003 – nell’importo di € 150,00 se il valore della controversia non
supera 2.000,00 euro, e nell’ammontare corrispondente al 10% dell’imposta
contestata quando il valore sia compreso tra 2.000,00 e 20.000,00 euro.
Rientrano altresì in questa definizione agevolata anche i verbali di
constatazione conseguenti a verifiche degli Uffici delle entrate e/o della
Guardia di Finanza, purché notificati anteriormente al 29/09/2002.
Ma, attenzione, perché il punto è importante: come peraltro già precisato,
sono comunque dovute tutte le somme il cui pagamento sia connesso, per
legge, alla notifica dell’avviso di accertamento, e pertanto, dapprima,
l’importo pari ad un terzo della maggiore imposta “accertata” e/o, poi,
eventualmente quello pari a due terzi della maggiore imposta “decisa” in
caso di sentenza sfavorevole della Commissione tributaria provinciale.
E, per poter definire in modo agevolato una controversia ormai formalizzata
nel “verbale di constatazione”, occorrerà in ogni caso attendere “l’atto di
accertamento” dell’Ufficio delle entrate.
Infine, un esempio: una contestazione in atto semplicemente per la mancata
emissione dello scontrino sarebbe definibile – secondo il testo attuale
della “bozza” – con 150,00 euro, e null’altro; quella, invece, per 5.000,00
euro di maggiori imposte (Irpef e/o Irap) “constatate” per il 1997
dall’Ufficio delle Entrate e/o dalla Guardia di Finanza, comporterà sia il
pagamento di 500,00 euro (il 10% di 5.000), e sia quello, dopo la notifica
del “verbale di accertamento” dell’Ufficio delle Entrate, di una somma pari
ad un terzo delle imposte stesse e cioè 1.667,00 euro.

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