02/10/2002 – La Finanziaria e il fisco

Ecco dunque i profili tributari affrontati dal provvedimento.
1) Minori imposte per il 2003
E’ prevista una nuova modulazione dei vari scaglioni dell’Irpef.
Come accennato nella Sediva News del 30/9/2002,, i redditi fino ad euro
15.000,00 saranno soggetti ad aliquota del 23%, quelli da euro 15.000,00 a
29.000,00 del 29%, quelli da euro 29.000,00 a 32.600,00 del 31%, quelli da
euro 32.600,00 a 70.000,00 del 39%, mentre i redditi superiori a euro
70.000,00 sconteranno il 45%.
A prima vista sembrerebbe che la nuova imposizione tributaria sia più
pesante di quella attualmente in vigore, in quanto, ad esempio, spariscono
le aliquote del 18 e 24%.
Senonché, viene inserita una fascia di esenzione dal reddito, la c.d. “no-
tax area”, perché a tutti i contribuenti viene riconosciuta una “teorica”
deduzione fissa (dalle imposte dovute) di euro 3.000,00, che varia però
in funzione della tipologia del reddito, nel senso che, ad esempio, per i
dipendenti la deduzione sarà di euro 7.500,00 , per i pensionati di euro
7.000,00, per i professionisti e gli imprenditori di euro 4.500,00.
Però, anche questi importi sono variabili, in funzione – questa volta –
dell’ammontare del reddito: cioè, più alto é il reddito, più è bassa la
deduzione dall’imposta, che sparisce del tutto quando il reddito
raggiunge l’ammontare di euro 33.500,00 (in ogni caso, le deduzioni
attualmente previste per gli stipendi e le pensioni vengono soppresse).
Il risparmio fiscale sarà perciò maggiore per redditi più bassi e, in
pratica, fino a euro 7.500,00 un dipendente non pagherà nulla; al
contrario, i vantaggi per i redditi superiori sono estremamente ridotti.
E così, un reddito di euro 51.000,00 circa (i vecchi 100 milioni)
comporterà un risparmio di euro 124,00, mentre un reddito di euro
101.000,00 (cioé i vecchi 200 milioni) risparmierà euro 25,00 (!).
Però, sia ben chiaro, nessun contribuente pagherà di più rispetto
all’attuale regime di tassazione, perché é stata inserita una clausola di
salvaguardia che consentirà infatti al contribuente di optare comunque per
la vecchia imposizione.
Nulla cambia, infine, relativamente alle detrazioni per coniuge, figli e
altri soggetti a carico.
2) Il concordato di massa e il “ticket tranquillità”
Le imprese e il lavoratori autonomi con ricavi non superiori a 10 milioni
di euro, nonché le aziende agricole, potranno definire la loro posizione
con il fisco a tutto il 31 dicembre 2000, accettando una proposta che
perverrà loro dalle singole Agenzie delle Entrate per il periodo
1997/2000. E i soggetti in regola con gli studi di settore ed i parametri
potranno, se vorranno, definire i rapporti con il fisco pagando euro
300,00 per ciascuna annualità.
Il contribuente potrà scegliere se definire tutte le annualità, ovvero
alcune di esse.
Il termine per le domande è fissato al 30 giugno 2003.
Sono pertanto esclusi dall’accesso al concordato di massa i soggetti con
un ricavo annuo superiore a 10 milioni di euro e chi ha ricevuto un
accertamento da parte del Fisco.
3) Il concordato (individuale) e l’imposta aggiuntiva
Ai contribuenti non allineati agli studi di settore, per “non congruità”
e/o “incoerenza”, verrà calcolata un’imposta ancorata a maggiori ricavi,
che non potrà essere inferiore a euro 3.000,00 per le persone fisiche e
ad euro 9.000,00 per le società, con una riduzione – per gli anni 1997 e
1998 – ad euro 1.000,00 per le prime e ad euro 3.000,00 per le seconde.
Sulle maggiori imposte non saranno pagati interessi e le sanzioni saranno
ridotte a 1/8 del minimo. E anzi, anche le maggiori imposte saranno ridotte
del 50% per l’importo eventualmente eccedente euro 5.000,00 per le persone
fisiche ed euro 10.000,00 per gli altri soggetti.
Anche il termine per questo concordato è fissato al 30 giugno 2003.
4) La chiusura delle liti pendenti al 29/9/2002
Le controversie fiscali pendenti alla data del 29 settembre 2002 potranno
essere chiuse con euro 150,00 se il valore della lite non supera euro
2.000,00; se è invece compreso tra euro 2.001,00 ed euro 20.000,00 la
chiusura costerà una somma pari al 10% del valore.
Restano tuttavia dovute le somme il cui pagamento è previsto dalla legge
dopo la notifica dell’avviso di accertamento e dunque , in particolare, la
somma pari ad un terzo della maggiore imposta accertata e/o quella pari a
due terzi della maggiore imposta decisa in caso di sentenza sfavorevole
della Commissione tributaria provinciale.
Per importi superiori ad euro 20.000,00 non è comunque prevista la
definizione automatica.
Il versamento dovrà avvenire entro il 28 febbraio 2003, senza possibilità
di compensazioni.
Le liti astrattamente “interessate” dal provvedimento sono sospese fino al
30 giugno 2003 e in caso di convocazione per la discussione in Commissione
Tributaria se ne potrà chiedere il rinvio.
5) L’intesa preventiva triennale
Le persone fisiche e le società di persone (escluse pertanto le società di
capitali , srl e spa) possono concordare con il Fisco un ammontare
imponibile per tre anni, con l’assicurazione di non pagare maggiori imposte
rispetto a quelle “preventivate” nel caso emerga un maggior reddito, ma
senza il diritto di ripetere la differenza laddove il reddito risultasse
minore di quello ipotizzato.
La norma non fa riferimento agli studi di settore e neppure ad
automatismi, ed entrerà in vigore gradualmente, secondo un regolamento di
attuazione che dovrà essere adottato dall’Agenzia delle Entrate.
In ogni caso é dovuta l’Iva nei tempi e nei modi normali.
6) La “rottamazione” delle scorte
Viene riaperto il termine per definire le scorte al 1 gennaio 2001
correggendo pertanto i valori, in più o in meno, con riferimento a quelli
effettivi.
Potranno accedere alla “rottamazione” solo coloro che hanno chiuso tutti i
rapporti fiscali con il concordato (di “massa” o individuale) senza
saltare neppure un’annualità.
In caso di adeguamento delle scorte a un valore ridotto rispetto a quello
della contabilità, va pagata un’imposta sostitutiva del 10% della
differenza, come pure l’Iva in un’aliquota media.
Nel caso di adeguamento a valori superiori , va pagata soltanto l’imposta
sostitutiva del 10%.
Qui, la scadenza prevista é quella del 31 ottobre 2003.
7) Lo scudo fiscale e il rientro dei capitali dall’estero
Viene prorogato al 30/06/2003 il termine per la regolarizzazione dei
capitali esportati illegalmente all’estero con il pagamento , però, di
un’imposta sostitutiva del 4% anziché del 2,5%.
8) L’imposta sulle società, l’Irpeg, ridotta dal 36% al 34%
L’aliquota Irpeg, imposta sul reddito delle persone giuridiche, scenderà di
due punti, dal 36 al 34%, avvicinandosi al 33%, che é l’aliquota prevista
dalla nuova riforma fiscale che dovrebbe entrare in vigore dal 2005.<
Diminuisce anche il credito d’imposta per i dividendi: si tratta , come si
ricorderà, di quel meccanismo che consente di evitare una doppia
imposizione sullo stesso reddito, prima a carico della Società e poi dal
socio.<
9) Regime agevolato Iva per l’agricoltura
Anche per il 2003 il regime agevolato per l’agricoltura resta ancorato al
volume d’affari-limite di euro 20.658,28, corrispondenti ai vecchi 40
milioni di lire.
10) Riduzione della base imponibile ad Irap
Saranno totalmente deducibili dall’Irap le spese per il personale assunto
con contratto di formazione lavoro (ora sottratte all’imposta soltanto
nella misura del 70%), nonché i contributi Inail, le spese relative agli
apprendisti e ai disabili.
Viene anche riconosciuta la deducibilità dall’imponibile di euro 2.000,00
per ogni dipendente, fino ad un massimo di cinque, per i contribuenti con
un ricavo inferiore a euro 400.000,00.
E’ stata invece introdotta la indeducibilità, sempre ai fini Irap, dei
compensi per attività commerciali.

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