28/09/2002
Scompare dunque la DIT?

Con la ben nota Dual Income Tax (DIT) il legislatore aveva voluto
premiare gli imprenditori che investissero i propri capitali nell’impresa
senza ricorrere all’indebitamento.
A partire dal 01/07/2001, però, i benefici della DIT erano stati di fatto
sospesi, perché posti in alternativa a quelli della Tremonti bis.
Senonchè, il d.l. governativo n. 209/02 ne riduce ora ulteriormente
l’efficacia agevolativa.
Infatti, come sappiamo, la formula della DIT fraziona sostanzialmente il
reddito imponibile dell’impresa in due parti: la prima, corrispondente alla
remunerazione ordinaria del capitale investito nell’azienda, è soggetta
all’aliquota del 19%; la seconda, ovviamente per la residua parte del
reddito, è soggetta all’aliquota ordinaria.
Ora, fino al 30/06/2001 la remunerazione ordinaria del capitale investito
(il quale, vale la pena ricordarlo, nelle imprese individuali e nelle
società di persone va individuato nella voce “patrimonio netto” della
situazione patrimoniale dell’impresa) era del 7%, per cui, ad esempio, a
fronte di un “patrimonio netto” di € 350.000,00, il 7% di rendimento – pari
ad € 12.653,00 – veniva tassato al 19% anziché con le aliquote
progressive del 18%, 24%, 32% ecc. (secondo gli scaglioni previsti per
l’IRPEF).
Ben diversamente, a seguito del decreto legge 209/2002, il rendimento del
”patrimonio netto” è sceso dal 7% al 3% con effetto dal 01/01/2002, talchè
– a fronte dello stesso patrimonio di € 350.000,00 – la parte di reddito
tassata con l’aliquota del 19% diminuisce ad € 10.500,00.
Per di più, lo scaglione di redditi assoggettato al 18% è attualmente
quello fino ad € 10.329,14, cosicché, in pratica, dal ricorso alla DIT
(strumento “agevolativo”, non dimentichiamolo!) conseguirebbe
un’incidenza fiscale addirittura maggiore (?) rispetto alla tassazione
ordinaria.
In conclusione, perchè abbia oggi una qualche convenienza avvalersi
della DIT, è necessario investire una somma superiore a € 413.165,67, pari
a 800 milioni delle vecchie lire! Il che è come dire, ci pare, che la DIT
sia stata sostanzialmente abrogata.

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!