News 29/08/2002

La regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari.

Nella Gazzetta Ufficiale del 26/08/02 è stata finalmente pubblicata la
legge “Bossi – Fini” che consente, come ormai è arcinoto, di regolarizzare
immigrati “clandestini” di fatto occupati nel nostro Paese.
E da ieri sono disponibili presso gli uffici postali e le Prefetture i
“kit” (peraltro già oggi esauriti!) per mettere in regola colf e
“badanti”.
Il “kit” contiene una busta prestampata, un modulo per la dichiarazione, un
bollettino di € 330,00, la cedola per la raccomandata e/o assicurata e le
istruzioni.
Dal 10/09/02 e per i successivi sessanta giorni (termine di decadenza,
attenzione!) si potrà presentare la domanda per la regolarizzazione agli
stessi uffici postali, i quali provvederanno a “girare” la documentazione
ricevuta alle Questure per la verifica di eventuali precedenti penali degli
immigrati; successivamente, le Prefetture fisseranno un appuntamento con
il datore di lavoro e il lavoratore per la stipula del contratto di lavoro,
l’attribuzione del codice fiscale al lavoratore e la consegna del permesso
di soggiorno.
Ove il lavoratore sia occupato presso più famiglie, ogni datore di lavoro
dovrà versare quel “forfait” di € 330,00, anche se la convocazione in
Prefettura sarà unica.
Per fornire le impronte digitali, l’immigrato verrà chiamato dalla Questura
entro un anno.
I datori di lavoro dovranno procedere al versamento dei contributi
previdenziali nella stessa misura prevista per i domestici e saranno
anch’essi dovuti all’INPS con frequenza trimestrale, per cui è bene in
ogni caso contattare i consulenti del lavoro per la regolarizzazione di
tutta la pratica.
Inoltre, giova rammentarlo, se la retribuzione annuale è superiore a €
6.197,00, pari a £ 12.000.000, il lavoratore dovrà predisporre annualmente
la dichiarazione dei redditi con il versamento delle imposte
contestualmente alla presentazione della dichiarazione, perché per questi
rapporti non sono previste ritenute sulle retribuzioni via via
corrisposte al lavoratore.
Per quel che riguarda, invece, gli immigrati “irregolari” diversi dai
lavoratori domestici, i datori di lavoro possono sanare le violazioni
contributive e fiscali, e quelle inerenti alla mancanza del permesso di
soggiorno, pagando un contributo di € 800,00 e presentando presso gli
Uffici postali un’apposita dichiarazione, anch’essa disponibile da ieri
presso le Poste.
Qui, però, i tempi per la presentazione della domanda sono ridotti a 30
giorni.

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