Gli interpelli nel concorso per sedi farmaceutiche – QUESITO

Mi pare di aver letto in qualche rivista di categoria che l’assegnazione
delle farmacie a seguito di concorso avviene oggi in modo diverso da
quello in vigore sino alla recente legge che ha modificato i termini entro
cui il concorrente deve far conoscere le sedi farmaceutiche preferite.
Vorrei sapere se le cose stanno veramente così e, in particolare, se uno
dei vincitori (e potrebbe essere proprio il mio caso ), una volta
assegnatagli una farmacia, perda il diritto di essere nuovamente
interpellato in caso di rinuncia da parte di un collega che lo precede
nella graduatoria.

Precisiamo, in primo luogo, che quella di cui si parla nel quesito è
evidentemente la legge n. 389 del 28.10.99 , il cui art. 2 (l’art. 1 si
preoccupa soltanto di disciplinare l’ultima – ? – sanatoria di gestioni
provvisorie) così recita:
“1 – Per l’assegnazione delle farmacie nei concorsi a sedi farmaceutiche,
anche se banditi anteriormente all’entrata in vigore della presente legge,
i candidati risultati idonei, entro sessanta giorni, sono
contemporaneamente interpellati secondo l’ordine di graduatoria.
L’indicazione espressa da ciascun candidato non può essere modificata. Il
candidato che non indica, entro il quinto giorno successivo a quello
dell’interpello, la farmacia prescelta, è escluso dall’assegnazione.
L’assegnazione delle sedi avviene secondo l’ordine previsto dalla
graduatoria “.
“2 – Le sedi farmaceutiche eventualmente resesi disponibili sono assegnate
secondo l’ordine d graduatoria agli altri candidati cui non è stata
assegnata una delle farmacie messe a concorso”.
Questo è dunque il testo delle disposizioni che qui ci interessano, che
tuttavia – pur espressamente estese anche ai concorsi “banditi
anteriormente all’entrata in vigore” della legge – non sembrano comunque
intervenire incisivamente sulla normativa concorsuale se non con
riguardo proprio all’aspetto da Lei accennato, peraltro molto importante,
del momento in cui il candidato è chiamato (ed è quindi tenuto) ad
esprimere il suo personale ordine di preferenze delle sedi messe a
concorso.
Il sistema previgente, infatti, imponeva tale indicazione a tutti i
concorrenti e all’atto stesso della presentazione della domanda (con il
rischio, tutt’altro che teorico, di indicare sedi farmaceutiche che poi,
nelle more della procedura concorsuale, sarebbero state magari stralciate
per una qualsivoglia ragione dal concorso), mentre ora queste scelte
vengono giustamente richieste ai soli “candidati risultati idonei”, i quali
per di più possono formulare la loro graduatoria di preferenze con la
migliore conoscenza di tutti i profili, anche di stato e di luogo, che
possono caratterizzare una sede farmaceutica e quindi renderla più o meno
appetibile e/o preferibile.
Detto questo, però, non crediamo vi siano altre grandi novità da
registrare, come è vero che non è certo sconvolgente – poniamo – la
prescrizione, contenuta nel secondo comma dell’art. 2 , di assegnare
“agli altri candidati ecc..” le sedi “eventualmente resesi disponibili”,
anche perché – come ha di recente esattamente osservato il Consiglio di
Stato (Adunanza Plenaria, n.5, 31/5/02: v. anche la “Sediva News” del
6/07/2002) – deve in ogni caso trattarsi di sedi incluse nel bando dal
quale il concorso è scaturito, e quindi quel “disponibili” riguarda
semplicemente le sedi che, per il gioco delle preferenze e/o degli
interpelli e/o delle rinunce, si rivelino ancora prive di un assegnatario
definitivo.
Cosicchè, il “quid novi” può essere qui costituito – al più – dalla
previsione espressa di un obbligo per la P.A. di interpellare anche gli
“altri candidati” (quelli, cioè, diversi dai vincitori “contemporaneamente
interpellati” nella fase della prima assegnazione), “scorrendo” perciò
ulteriormente la graduatoria – senza più il vecchio vincolo temporale,
peraltro soltanto “ordinatorio”, di nove mesi – fino all’assegnazione
dell’ultima delle sedi a concorso.
Per il resto, allora, i meccanismi della fase concorsuale relativa
all’assegnazione delle farmacie sembrano ancor oggi quelli di cui agli
artt. 9, 10 e 11 del DPR 21/8/71, n. 1275, che – sia pure nei consueti
limiti della compatibilità con norme legislative o regolamentari
successive – sono infatti ancor oggi vigenti.
E pertanto, ad esempio:
a) se il vincitore A non accetta la sede farmaceutica x a lui assegnata,
quale che sia il posto da quest’ultima occupato nel suo personale ordine
di preferenze, egli viene definitivamente “escluso dall’assegnazione”, al
pari di chi non esprima tempestivamente alcuna preferenza (proprio a
questa sola evenienza, invero poco plausibile, si riferisce curiosamente
il primo comma dell’art. 2 della l. 389/29);
b) se, invece, A accetta la sede x , conserva – noi pensiamo – il
diritto di essere nuovamente interpellato nell’ipotesi in cui il
concorrente B che lo precede in graduatoria (ed al quale sia stata
assegnata la sede y che A ha “preferito” rispetto alla sede x) non
abbia accettato la sede, ovvero, pur avendola accettata, sia stato
successivamente (purchè prima – attenzione – del rilascio della
titolarità, che infatti escluderebbe definitivamente la sede x dal
concorso) considerato rinunciatario o vi abbia espressamente rinunciato .
In conclusione, ricorrendone i presupposti , un concorrente utilmente
graduato potrà essere ancora interpellato una o più volte, ove le sedi da
lui “più preferite” – rispetto a quella assegnatagli “in prima battuta” –
si rendessero via via “disponibili” per la mancata assegnazione
definitiva ad uno o più concorrenti meglio collocati in graduatoria;
perché insomma, come accennato, l’art. 10 del DPR 1275/71 – che
particolarmente disciplina questa fase di interpelli successivi – appare
tuttora pienamente in vigore.
Quindi, credendo di aver compreso il senso della Sua stringata e.mail, Lei
dovrebbe bensì risultare vincitore di una delle sedi messe a concorso, ma
nutrirebbe qualche ragionevole speranza (fondata forse sui “si dice”) che
uno dei concorrenti che La precede in graduatoria rinunci alla sede (da
Lei probabilmente “preferita” rispetto all’altra) che gli sarà offerta.
Se, dunque, le cose stanno proprio così (però sembra più credibile che
l’altro concorrente si astenga addirittura dall’esprimere qualsiasi
preferenza . ), Lei dovrà comunque accettare la sede offertaLe “in prima
battuta” e attendere fiduciosamente il secondo interpello.

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