24/07/2002 – Escluse le farmacie dal “bonus” per le “zone svantaggiate”.

E’ purtroppo quel che sta accadendo in sede di conversione in legge del
decreto “Omnibus”, tuttora in corso.
Nell’art. 10, primo comma, lett. b), del testo approvato da una delle
Camere, infatti, è ora comparso – nella definizione dei settori ammessi, a
far data dall’8.7.2002, a beneficiare del credito d’imposta – un richiamo
espresso alle norme di attuazione della L. 488/92.
Di tali disposizioni, qui ci interessa particolarmente l’art. 2
dell’Allegato al D.M. 3/7/2000, che, dopo aver circoscritto – per quel che
riguarda il “settore commercio” – l’area dei destinatari dei finanziamenti
previsti dalla L. 488/92 alla media e grande struttura di vendita e agli
“esercizi di vicinato” (tra i quali pur rientrerebbero anche le farmacie)
operanti in forma sostanzialmente associata (come le COOP, le CONAD, i
c.d. Centri commerciali, ecc. ), esclude tuttavia espressamente “dalle
agevolazioni (che in quella legge erano i finanziamenti, mentre in questa
sono ovviamente i crediti d’imposta) le farmacie , le rivendite di soli
generi di monopolio e gli impianti di distribuzione automatica di
carburante per autotrazione.”
Dunque, se le parole hanno un senso, nessuna farmacia ubicata in una
“zona svantaggiata” potrà più aspirare al “bonus”, anche laddove
l’esercizio sia inserito, poniamo, in un Centro commerciale.
Per di più, per ragioni facilmente intuibili, questo decreto “Omnibus” si
presenta come provvedimento “blindato”, dal quale, pertanto, non è lecito
attendersi interventi di favore o simili.
L’esclusione, naturalmente, ha effetto pur sempre dall’8 luglio, cosicché,
chi ne possedesse i requisiti alla data del 7 luglio, avrà comunque diritto
di beneficiare del “bonus” secondo le norme previgenti, e quindi senza
esclusioni di settori e/o limiti di fondi, e senza la necessità di
presentare apposite istanze, anche se, come ha chiarito lo stesso testo
emendato, l’avente diritto deve comunque essere in grado di provare che
il contratto di fornitura dei beni strumentali nuovi sia stato
perfezionato effettivamente entro il 7 luglio (il semplice “buono
d’ordine” – lo ricordiamo – costituisce tuttavia un autentico “contratto
concluso”: v. Sediva News del 10/07/2002).
Insomma, un vero colpo di scena (anche se, considerati quei precedenti, il
rischio poteva forse esser messo in conto) e una grande delusione per noi
(che avevamo dedicato tanto tempo e spazio alla disamina del problema), ma
soprattutto per i tanti farmacisti che si preparavano a presentare le
nuove istanze, pur se, giova rammentarlo, la Tremonti bis resta ancora in
piedi – questa volta senza esclusione di settori commerciali – con tutti i
suoi indiscutibili vantaggi.
Eventuali novità sul tema, evidentemente , verranno subito rese note anche
in questa sede.

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